E’ oramai lontano il 1999, ultimo anno nel quale una squadra di rugby femminile viterbese scese in campo; allora le viterbesi giocavano in serie A, nell’epoca d’oro nella quale anche i maschi erano nella massima serie.
Oggi, nel rugby Viterbo, tre ragazze cercano di ricominciare un percorso sperando di arrivare a rinverdire i tempi passati.
Sono Frida Bozzi, Dafne Ferrara e Michela Marini , la prima ha tredici anni , le altre due quattordici, hanno diverse località di provenienza: Viterbo , Montefiascone e Celleno ed hanno anche percorso strade diverse per arrivare al Sandro Quatrini. Michela lo ha fatto seguendo due anni fa il fratello, Frida 5 anni fa anche lei con un fratello giocatore , e Dafne si appassionò la rugby quando ancora abitava in Friuli e mentre era alla scuola materna, le fecero provare tanti sport, tra i quali il rugby che lei scelse come proprio.
Le ragazze, che annunciano, non senza soddisfazione che diventeranno quattro a gennaio, si allenano con i loro pari età maschi, senza che questo crei problemi, anzi loro chiedono di essere considerate come facenti parte integrale della squadra, cosa che ha qualche riluttanza tra alcuni compagni di squadra, così almeno vengono percepiti dalla ragazze certi atteggiamenti.
Quello che chiedono è di essere messe in condizione di crescere dal punto di vista tecnico , perché se è vero che a Viterbo si allenano, la domenica molto spesso vanno in giro per l’Italia a disputare tornei.
Un gruppo di società, tra le quali la Union Rugby Viterbo, vista la ristrettezza del numero delle giocatrici, hanno messo in piedi una selezione, Le Stelle del Nord, che il venerdì si allena insieme, quasi sempre in impianti romani, e che la domenica gioca. Alcune volte, praticano rugby a sette, altre volte a tredici e negli appuntamenti piu’ importanti disputano regolari incontri a quindici.
Le tre ragazze viterbesi, grazie al loro impegno, alla loro costanza, alla grinta che mettono in allenamento e in partita, sono tra le piu’ apprezzate , quelle che con l’esempio e la dedizione, trascinano le loro compagne di squadra; proprio da qui nasce la voglia di migliorarsi, non solo nei fondamentali ma anche nei dettagli del gioco.
Poi, l’aria che si respira al Sandro Quatrini, con l’empatia che genera l’ambiente è uno strumento che aiuta a superare anche le difficolta.
Progetti interessanti per l’annata in corso, alla normale attività si aggiunge la partecipazione al torneo di Parma ed una trasferta internazionale, già testata la scorsa primavera a Tolone, a respirarare l’aria di una città che ha fatto del rugby la sua bandiera.

























