Il giallista Paolo La Peruta torna con “Certi legami”un noir all’taliana

di Cristiana Vallarino

Gli appassionati del genere giallo dell’Alto Lazio e del viterbese lo conobbero nel 2016, quando Paolo La Peruta si assicurò il primo premio del Festival Tolfa Gialli&Noir con “Senza Pace”, il suo secondo libro che vedeva protagonista Pietro Sicuro. Ideato dall’associazione Chirone col patrocinio del Comune di Tolfa e il sostegno della fondazione Cariciv, per ricordare la figura dell’ispanista prematuramente scomparso Glauco Felici, il concorso è riservato ad autori italiani under 45. Ha ormai importanza ed eco di livello nazionale e non solo, ospitando in ogni edizione nomi importanti della letteratura di genere del nostro paese ed europei. E ha portato fortuna a molti scrittori ospitati sul suo palco, tartassati in divertenti interrogatori dal medico legale e autore di thriller civitavecchiese Gino Saladini, coadiuvato da Franco Limardi, scrittore romano che vive a Viterbo. Qualche nome: vedi Maurizio De Giovanni autore de “I bastardi di Pizzofalcone”, o Roberto Costantini e Piergiorgio Pulixi. E a La Peruta la vittoria laziale ha dato lo stimolo per continuare la sua carriera di giallista. A fine 2019, infatti, Paolo La Peruta ha dato alle stampe una terza avventura del suo eroe con una innata capacità per cacciarsi nei guai, “Certi legami”. Nel volume ritornano i soliti personaggi che già l’autore ci aveva presentato in “Per Giove!” (Lupo), primo “atto” della, finora, trilogia. Più alcune new entry naturalmente, soprattutto sul fronte dei “cattivi”, quelli, appunto, che rispuntano dal nulla, a causa di certi legami che affondano radici in un lontano passato e che possono salvare la vita quanto rovinarla inesorabilmente. Sullo sfondo, ma non troppo, la città di Lecce e il suo mare. Pure quest’ultima fatica è un giallo all’italiana, che si legge con facilità, in cui non mancano citazioni e riferimenti a musiche, canzoni e film che fanno chiaramente parte del vissuto dell’autore, nato a Napoli nel 1973, ma cresciuto nella splendida città barocca dove ha fondato all’inizio del 2000 il Caffè Letterario. Conoscendolo di persona e vederlo nel suo locale, nel centro storico di Lecce, non si può fare a meno di immaginarselo nei panni, a volte anche solo balneari, del suo “eroe” Pietro Sicuro, surfista accanito, zio amorevole, bongustaio e goloso di caffè e pasticciotti.

Il libro, edito da Manni, si può acquistare in rete in vari siti specializzati a 14.45 euro.

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