Giovanni Faperdue il nuovo libro: “Silvio Ascenzi: Una storia, una famiglia, tanti ideali”

È Silvio Ascenzi il personaggio scelto da Giovanni Faperdue per inaugurare la Collana Biografica rivolta a personaggi della politica, delle arti, della letteratura, dell’imprenditoria, nel commercio e nella vita di tutti i giorni. Il titolo del primo volume che consta di 152 pagine, è: “Silvio Ascenzi: Una storia, una famiglia, tanti ideali”. L’autore ha preso in esame tutta la vita del protagonista in ogni suo aspetto, dalla nascita in Via S. Lorenzo, una strada carica di storia illustre. Silvio Ascenzi nasce il 7 dicembre del 1940 da Filippo e da donna Caterina Henrici de Angelis, quartogenito in una famiglia che da più di un secolo, è una tra le più importanti della Tuscia. La storia inizia quando il marchigiano Filippo Ascenzi bisnonno del nostro protagonista, impianta una fabbrica di fiammiferi nel quartiere medievale di S. Pellegrino. Da questo capostipite è disceso Silverio, e poi da Silverio è nato un altro Filippo (padre di Silvio) che sarà consigliere comunale e assessore a Viterbo, segretario federale del Partito Nazionale Fascista, commissario e primo presidente della ricostituita Provincia di Viterbo, Podestà dal 1931 al 1934, Consigliere Nazionale del Partito e Deputato per quattro legislature della Camera Nazionale dei fasci e delle corporazioni, presidente dell’Unione Agricoltori di Viterbo. Una carriera luminosa interrotta da un male incurabile. Infatti, Filippo muore a soli 50 anni per un tumore all’intestino. Tante le opere da lui fatte realizzare dalla copertura dell’Urcionio, con la creazione di Via F.lli Rosselli, Via Marconi e Via Littoria che poi sarà intitolata al suo nome. Silvio studia con profitto a Roma all’Istituto S. Gabriele. Appena 14enne si divide tra Roma e Viterbo, aiutando la madre nella gestione della campagna. Poi si laurea con 110 e lode con una tesi in Diritto Civile. Nel 1969 supera anche l’Esame di Stato per Procuratore Legale, ma non eserciterà mai. Le sue conoscenze saranno però di grande aiuto nel ruolo di amministratore pubblico. La prima vera esperienza amministrativa arriva quando viene eletto Presidente del Consorzio Produttori Agricoli, che versa in cattive condizioni con uno scoperto bancario di circa 3 miliardi delle vecchie lire. In quella situazione quasi drammatica, Silvio lavorò duro, e cercò con ogni mezzo di fare in modo che tutti remassero insieme a lui, per evitare il fallimento. Il nostro protagonista invocò anche l’intercessione di S. Rosa. Quando poi riuscì a sanare i bilanci, per ringraziare S. Rosa diventerà Facchino come spalletta aggiuntiva, e per cinque anni trasporterà l’indimenticabile “Volo d’Angeli” di Giuseppe Zucchi. Nel 1970 su invito di Nando Gigli scende in politica e si candida con la DC come consigliere comunale. Da qui il suo cammino politico di amministratore durerà circa 30 anni e passerà attraverso vari incarichi di assessore fino ad arrivare alla carica di Sindaco dal 7 novembre 1983 al 14 febbraio 1986, con la conferma elettorale del 1985 in cui ottiene il numero record di circa 5000 preferenze. In questo lasso di tempo Silvio Ascenzi ha portato a termine un numero di opere e infrastrutture impressionante a partire dagli abbellimenti e rifacimenti vari per la visita di Giovanni Paolo II, fino al completamento della circonvallazione nel tratto che va da Porta del Carmine fino alla rotonda Ipercoop. Un altro ospite di riguardo che ricevette Silvio Ascenzi fu Sandro Pertini. L’otto gennaio 1993 è stato anche nominato Presidente della Camera di Commercio di Viterbo. Poi c’è tutta la parte notevole della sua vita dedicata all’associazionismo filantropico che lo vede impegnato in incarichi di responsabilità come Presidente del Rotary Club nel 1980, Presidente del Serra International nel 1987, e poi Governatore dal 1988 al 1990. Silvio Ascenzi ha generato quattro figli che a loro volta hanno generato 10 nipoti per Silvio e Maria Cristina Caucci, che da quasi 55 anni è sua moglie. Il libro, che è stato stampato solo per la famiglia Ascenzi, non è in commercio. È però possibile leggerlo presso la nostra Biblioteca Consorziale alla quale sono state donate alcune copie.

 

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