Lotta contro il gioco d’azzardo, a Tuscaniai clo di incontri dedicati alla formazione degli operatori pastorali

di don Pierpaolo Fanelli

contrasto al gioco d'azzardo

La piaga del disturbo del gioco d’azzardo miete molte vittime in Italia. Anche a Tuscania. In un precedente articolo datato il primo novembre 2025 era già stata esposta la delicata situazione del territorio: “A Tuscania nuovo centro scommesse: ce ne era veramente bisogno? Giocati nel 2024 20 milioni di euro: perso il sogno della nuova Dubai della Tuscia: È qualche settimana che a Tuscania è stato aperto un nuovo centro scommesse… perché di fronte a questo nuovo affronto dello Stato Italiano, che taglia i soldi pubblici per la sanità e l’istruzione, nessuno si scandalizza?… Questo fenomeno non colpisce solo i giocatori, ma ha ripercussioni dirette sulle famiglie, creando conflitti e tensioni che possono portare a rotture relazionali… Secondo i dati dell’Agenzia e dei Monopoli (ADM) nel 2019 solo a Tuscania si sono giocati 5.651.520,37 euro in gioco fisico (escludendo il gioco on line).

Proprio per rispondere a questa emergenza la Comunità parrocchiale di Tuscania ha proposto un percorso di sensibilizzazione sul territorio. Per questo si ringraziano la Caritas Roma e gli Uffici diocesani per la Pastorale della Educazione alla Legalità e della Pastorale delle Dipendenze e della Ludopatia nell’ambito della Pastorale della Fragilità Umana, per aver organizzato e permesso a Tuscania un importante ciclo di incontri dedicati alla formazione degli operatori pastorali sul fenomeno del gioco d’azzardo.

La dottoressa Eleonora Fusco, originaria di Tuscania, ha condotto tre serate di approfondimento, presso la Sala parrocchiale di N.S. di Lourdes, il 9, 16 gennaio e 13 febbraio, con una partecipazione significativa da parte degli operatori di Caritas Viterbo, Vetralla e Montefiascone.

Noi sacerdoti, tuttavia, constatiamo l’assenza di rappresentanti dalla stessa Tuscania, tranne una coppia impegnata in parrocchia che ha partecipato al primo incontro. Non solo nessun abitante di Tuscania, ma nemmeno nessun rappresentante dei gruppi e associazioni laicali cattolici ha preso parte agli incontri, nonostante la ripetuta pubblicità tenuta sui social, foglietto parrocchiale e cartellonistica nelle chiese e nei negozi.

Ci chiediamo come mai questa completa assenza da parte di chi dovrebbe essere più sensibile alle tematiche sociali. Il messaggio evangelico è un messaggio di liberazione dalle schiavitù del denaro e del potere e chi è maggiormente incentrato sull’educazione delle giovani generazioni questo lo sa bene. Ci sembra di essere davanti a un segnale molto preoccupante, che evidenzia purtroppo come il sistema del gioco d’azzardo venga percepito come secondario. Eppure molto spesso le crisi economiche generano all’interno delle famiglie incomprensioni, difficoltà, violenze e abusi. Che forse questa assenza sia dovuta a un qualche genere di timore personale, poiché molte persone si sentono coinvolte e temono di essere giudicate? Oppure semplicemente pensano che la questione non le riguardi? Ma il Vangelo è chiaro: ciò che riguarda il fratello più piccolo (sia un bambino che non può permettersi dico per esempio lo studio di uno strumento musicale perché il padre o la madre giocano il proprio stipendio al videopoker, sia la persona anziana che spende la propria pensione e il proprio tempo al gratta e vinci o al lotto in tabaccheria) riguarda anche noi. Che fede viviamo se siamo indifferenti? Dio nella Genesi rivolge una domanda fortissima a Caino, dopo aver ucciso suo fratello Abele per invidia: “Dove è tuo fratello?” Questa domanda pesantissima noi cristiani non possiamo non porcela: dove è mio fratello? In che situazione vive? Dove sto lasciando che finisca? La vera guerra mondiale che è in atto in ogni angolo delle nostre strade è il trionfo dell’indifferenza: “Non lo so, sono forse io il custode di mio fratello?” ha risposto Caino. Io come voglio rispondere?

Vogliamo naturalmente provocare la sensibilità delle persone richiamando alla responsabilità. Visitando alcuni bar e alcune tabaccherie della nostra cittadina, ad esempio, ci siamo resi conto come i cartelli volti a sensibilizzare gli utenti sulla pericolosità del gioco d’azzardo non siano adeguatamente esposti e visibili o di dimensioni non confacenti alla legislazione attuale. Qui potremmo chiedere all’Amministrazione Comunale di intensificare i controlli nei locali pubblici. Inoltre vorremmo ricordare che un’azione come il gioco di azzardo legalizzato, anche se permessa dal codice civile dello Stato e sia addirittura caldeggiata, non per questo risulta una azione morale. La Chiesa questo ha sempre detto nella dottrina sociale e questo con forza ribadiamo. Non possiamo rimanere in silenzio e indifferenti di fronte a un chiarissimo male legalizzato da parte dello Stato.

Questa delicata situazione ci invita a riflettere su quanto sia necessario sensibilizzare ulteriormente la nostra comunità su questo tema. Noi sacerdoti di Tuscania, in particolare, intendiamo avviare un comitato di lavoro dedicato a questo argomento, con l’obiettivo di coinvolgere almeno un rappresentante di ogni realtà ecclesiale e sociale del territorio. Solo unendo le forze e collaborando possiamo affrontare in modo efficace questa sfida.

È fondamentale che tutti noi, come comunità, comprendiamo l’importanza di questo tema e lavoriamo insieme per il bene delle nostre generazioni future. Altrimenti, che fine farà mio fratello? E che fine faranno i nostri figli?

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