Francesca Gai: “Il mio sogno è entrare nel mercato della grande editoria”

Francesca Gai, nata a Roma, residente a Bassano Romano. Classe 1992, di professione illustratrice. Nata in un periodo, gli anni ’90, in cui il fumetto italiano era molto popolare e i manga iniziarono a essere ancor più presenti nelle nostre librerie.

“Nei primi anni 2000 – aggiunge Francesca – il mercato cinematografico ha posto invece un occhio di riguardo al fumetto americano per farlo conoscere al grande pubblico. Basti ricordare Spiderman (Sam Raimi, 2002) ed Hell Boy (Guillermo del Toro, 2004) per citarne alcuni.
É in questo modo che ho conosciuto il mondo del fumetto e non ho più lasciato.
Disegno da quando ho memoria, ma con gli anni ho sviluppato un grande amore per il fumetto e l’illustrazione. Tant’è che è parte del mio mestiere ed aspiro un giorno a poter entrare nel mercato della grande editoria. Nel mio caso illustro nello specifico copertine di libri. Il bello di questo lavoro è di permettere al lettore di dare una “sbirciatina” a quello che troverà nella storia.
Ogni volta leggo attentamente i romanzi che mi vengono assegnati, così da poter ritrarre i dettagli che mi hanno colpito e di trasmetterli anche al lettore. Beh nel mio caso posso dire che si vede il libro anche dalla copertina! Come si diventa illustratori? Posso solo dire che ci vuole tanta passione, continuare a studiare, perché non si finisce mai, essere sempre aperti alle novità e tanta, ma tanta perseveranza, perché come tutti i lavori la strada non è mai spianata. Cosa voglio comunicare col mio lavoro? A tal proposito vorrei citare il maestro Bruno Bozzetto “Che cos’è un disegno? È un’idea con intorno una linea”. Come per tutte le arti, è normale che si voglia comunicare qualcosa, magari in una illustrazione s’intravede o voglio mostrare se ho avuto una giornata no, o magari a modo mio voglio dar voce ad una tematica di attualità a cui tengo, oppure mi piace solo condividere i progressi dati dai miei ultimi studi. Ognuno ha il suo modo di comunicare agli altri, io che sono una persona riservata nella vita di tutti i giorni, preferisco parlare attraverso terzi, ovvero i miei lavori”.

Alfredo Boldorini

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