“Dove vanno a finire le statue di S. Rosa che  da sempre svettano in cima alla Macchina? Recuperiamole e facciamone un mini museo”

di Paolo Giannini

Ho seguito con interesse l’iniziativa dell’architetto Raffaele Ascenzi relativa ad un grande e stabile museo della macchina e meglio delle Macchine di S. Rosa.

Non è la prima volta che questa proposta viene offerta all’opinione pubblica e alle autorità comunali di Viterbo. Già se ne parlava decenni fa, in termini, forse più ristretti, senza fare il nome di illustri architetti come Renzo Piano. In concreto dopo dibattiti e scontri polemici tutto è stato dimenticato fino ad oggi.

Ora io non voglio entrare nel merito della questione che implica un progetto, un luogo, un tempo, e soprattutto una notevole disponibilità economica, voglio solo proporre qualcosa di più ristretto, ma non meno interessante che si può realizzare anche subito e in pochi giorni.

“ Dove vanno a finire i palloncini quando sfuggono di mano ai bambini?” Così i versi di una passata canzone ripresa dalla seguente domanda: dove vanno a finire le statue di S. Rosa che  da sempre svettano in cima alla sua macchina? Dove vanno?

Finiscono in pezzi, vengono prese dal costruttore si assegnano all’artista o sono  conservate in qualche privata abitazione? Davvero non lo sappiamo!

Allora diamoci da fare; ritroviamole e mettiamole al sicuro creando un piccolo ed apposito museo dove nella statua di S. Rosa ritroviamo non solo la passione viterbese per la Santa ma anche i diversi stili e l’ingegno dell’ideatore della macchina.

Dove metterle? O troviamo un locale adatto o suggerisco di conservarle all’interno del chiostro del convento di S. Rosa.  Certo turisti e viterbesi e fedeli non potranno vedere tutta la macchina, ma almeno il fine religioso e folcloristico di essa.

Così anche le generazioni future potranno avere una sostanziale immagine di questo  pluricentenario atto di fede e riconoscenza alla nostra Santa Cittadina”.

Paolo Giannini

 

 

 

 

 

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI