“Il mio corpo è in Italia, ma l’anima è a Gaza”. È il saluto che il reporter gazawi Hassan Selmi ha rivolto da remoto ai partecipanti alla tavola rotonda organizzata da Arci Viterbo in collaborazione con l’associazione Il Groviglio di Castelnuovo di Porto e svolta nella serata di venerdì 19 dicembre al Cosmonauta, nel quartiere di Pianoscarano.
Dopo 800 giorni di genocidio, Hassan è finalmente riuscito ad arrivare in Italia insieme alla collega Fatena Mohanna, grazie all’Università per Stranieri di Siena nell’ambito del progetto Iupals, seguito in prima persona dal rettore Tomaso Montanari. Il suo unico obiettivo è quello di continuare anche dal Belpaese a testimoniare le atrocità compiute nella Striscia, dove dal 7 ottobre 2023 sono stati uccisi più di 250 giornalisti dall’Idf. “Che si continui a parlare di Gaza e Palestina – ha chiesto Selmi -, affinché tutti possano un giorno vivere in pace in Terra Santa. E anche voi che siete qui oggi, non abbandonate questo incontro, prima di aver organizzato il prossimo”.
Oltre all’intervento d’apertura di Hassan, sono stati diversi i relatori ad animare il dibattito, coordinato dall’illustratrice Marcella Brancaforte che con Selmi ha dato forma ad alcuni progetti, a partire dalla mostra “Be My Voice: un diario per Gaza”, dove il suo tratto intenso accompagna i pensieri del giornalista palestinese in un dialogo poetico, a cui sono seguiti i libri: “Hassan e il genocidio. Gaza, un giornalista e i disegni che l’hanno salvato”, curato dal giornalista Raffaele Oriani, e il recente “Il popolo meraviglioso. Storie di umani più che umani nello sterminio di Gaza”: due diari per spiegare l’assedio di Gaza nel tentativo di correggere la narrazione filoisraeliana della stampa mainstream.
Dopo Hassan, la parola è passata a Luisa Morgantini: “Sapere Hassan qui in Italia è importantissimo – ribadisce la presidente dell’associazione Assopace Palestina -, perché quello che succede oggi a Gaza è un orrore dell’umanità. La resistenza e la resilienza dei gazawi è straordinaria. Ma anche ciò che ogni giorno succede in Cisgiordania è terribile: è la disumanizzazione totale di un popolo, quello palestinese. Sfollamento, saccheggi, aggressioni, omicidi. Non c’è un momento di pace in questo luogo martoriato. Gli israeliani dimostrano di non amare quella terra, ma di volerla solo possedere. I palestinesi invece si sentono parte di essa e se ne prendono cura”.
“È indecente che un popolo, quello palestinese, sia stato chiuso in un recinto da Israele, che controlla cosa entra e cosa esce nell’indifferenza del mondo – ha aggiunto Oriani, anche lui in collegamento -. Oltre ai giornalisti a Gaza non possono entrare neanche gli operatori umanitari. La chiamano guerra, ma non si capisce cos’altro dovrebbe succedere per far pagare il prezzo al governo israeliano e al suo esercito”.
All’incontro hanno preso parte anche i portavoce del Tavolo della Pace, Ada Tomasello e Mario Di Marco, che hanno spiegato una delle iniziative che stanno proponendo alle scuole del territorio dal titolo “Tre minuti per la pace”, ossia una breve interruzione delle lezioni per affrontare di volta in volta uno dei circa 56 conflitti armati attualmente in atto.
“Il genocidio in Palestina, come altri genocidi, penso ad esempio a quello in Ruanda – la riflessione di Paola Celletti di USB Viterbo -, è sempre generato da un colonialismo neo-imperialista finanziato da noi occidentali. I nostri fondi pensione investono nelle armi ed è indispensabile svelare questa matrice comune a tutte le guerre combattute e che si stano ancora combattendo. Saremo sempre minoranza probabilmente, ma non avremo mai quell’indifferenza che da sempre è il peso morto della storia”.
Per concludere, Sandra Gasbarri, in rappresentanza di Arci Viterbo: “Grazie a Marcella Brancaforte, che ha portato la sua mostra in molti circoli d’Italia e che ha organizzato questo incontro con Hassan. L’Arci in questo periodo si sta confrontando per far in modo di non disperdere la comunità che si è creata in questi mesi. I circoli dei Cimini, uniti in ‘Tuscia per la Palestina’, hanno dato vita a molte iniziative nei mesi passati, culminate con la fiaccolata a Ronciglione, a cui hanno partecipato tutti i Comuni del comprensorio che hanno riconosciuto lo Stato di Palestina. Partendo dall’esperienza di Vitorchiano con il villaggio palestinese di Aboud, anche loro stanno avviando dei gemellaggi. Mentre al Comune di Viterbo, purtroppo, tutto tace. Per questo continuiamo a presenziare in piazza del Comune. Lo scopo del presidio è quello di essere visivamente presenti, cercando di tematizzare le giornate d’incontro con argomenti che possano coinvolgere e interessare le persone che durante queste feste popolano il centro della città”.
E già oggi, sabato 20 dicembre, dalle ore 18.00 alle ore 19.00, durante il presidio in piazza del Comune, a Viterbo, verrà divulgata la campagna dal basso di boicottaggio BDS contro le aziende israeliane e le multinazionali internazionali, complici del genocidio e del sistema di colonialismo, occupazione e apartheid.


























