Civita Castellana: al cinema contro la violenza sulle donne

pomodori verdi fritti

Continua l’impegno dell’associazione Mafalda e le altre di Civita Castellana per sensibilizzare la cittadinanza e le nuove generazioni sul tema della violenza contro le donne. E prosegue la prima rassegna “Cinema di genere” promossa dall’associazione, che ha preso il via ad ottobre 2014 con due appuntamenti mensili e terminerà a febbraio 2015.

Il mese di gennaio è dedicato al tema dell’amore malato, della violenza tra le mura domestiche, male trasversale che investe ben 1 donna su 4 e indirettamente colpisce anche i bambini, che diventano testimoni dell’amore malato dei loro genitori. Dopo di “Ti do i miei occhi”, film incentrato sulla storia di Pilar che dopo aver passato anni a subire le violenze e le umiliazioni del marito decide di difendersi e denunciarlo, venerdì 30 gennaio alle 21, presso l’Aula Magna di via Francesco Petrarca a Civita Castellana, sarà la volta di “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”.

È un film drammatico del 1991, diretto da Jon Avnet e basato sul libro di Fannie Flagg “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop”. È incentrato sulla forza dell’emancipazione e della solidarietà femminile, che muovendosi su un doppio binario mostra le problematiche razziali e sessuali degli anni della Grande Depressione e il grigiore della vita delle casalinghe americane degli anni Ottanta, bloccate dai precetti bigotti della loro infanzia. Il coraggio delle donne protagoniste del film di opporsi alla violenza maschile e ai pregiudizi ne fanno una pellicola, anche se datata, incentrata su un tema purtroppo attualissimo, quello della violenza sulle donne. 

La rassegna “Cinema di genere” promossa da Mafalda e le altre terminerà a febbraio 2015 con la proiezione degli ultimi due film incentrati sul tema della violenza sessuale: “Il vestito da sposa”, film drammatico del 2003 diretto da Fiorella Infascelli, e “Sotto accusa”,  film drammatico del 1988 diretto da Jonathan Kaplan con protagoniste Jodie Foster e Kelly McGillis.

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI