Cinema Genio, i fratelli Ferretti: noi messi all’angolo

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L’idea era quella di farne una sala polivalente. Un cinema sì, ma che fosse versatile per tanti altri eventi culturali che si potevano tenere nella provincia. Da incontri con registi e attori, a concerti, conferenze e anche manifestazioni per la scuola. Per ridare nuova vita al Teatro Genio, sala storica del centro storico di Viterbo si erano candidati i fratelli Ferretti, gli imprenditori che hanno dato vita al Tusciavillage. I due fratelli sono subentrati nella precedente società che gestiva il Genio, accollandosi anche i debiti lasciati dalla pregressa gestione. Ma, come spesso accade in questa provincia, tutto si fa per fare in modo che nulla si cambi, parafrasando Tomasi di Lampedusa. E così si è svolta oggi, 7settembre, una conferenza stampa dove gli stessi fratelli Ferretti e Mauro Morucci hanno risposto all’attacco dell’assessore comunale Barelli, apparso nei giorni scorsi su una testata locale.

I fratelli Ferretti oggi hanno espresso il proprio rammarico per una loro proposta presentata già da un paio di anni e rinnovata in questa primavera, che giace senza essere arrivata ad un traguardo costruttivo concreto. Anche se un incontro adesso è stato finalmente fissato in Comune, con una convocazione dell’assessore alla Cultura Delli Iaconi. Tra le occasioni mancate 20mila euro a fondo perduto per il Progetto Plus, ottenuti tramite bando del comune per alcuni lavori iniziali, lasciati decadere dopo diverse proroghe, per il non aver ancora trovato un accordo sul futuro del cinema.

E così, mentre in tutte le città vanno scomparendo le monosale,  e mentre la voce degli abitanti reclama l’impossibilità di godere di una sala cinematografica in centro, i due imprenditori di Orvieto sono stati messi all’angolo. “Noi lasciamo il posto a chiunque altro – ha detto Paolo Ferretti -basta che ce lo dicano. Di soldi in questa vicenda ne abbiamo già investiti, ma certo se non siamo graditi non vogliamo imporre la nostra presenza, continuiamo con il nostro lavoro a Vitorchiano con tutta tranquillità”.

A illustrare tutte le tappe della vicenda Mauro Morucci, il quale ha sottolineato come nomi del grade cinema, Marco Muller in testa, si siano manifestati interessati a questa progettualità, leggendola come un’opportunità per Viterbo e per tutta la provincia. Un’operazione in controtendenza, perché mentre tutte le piccole sale chiudono, Viterbo poteva sfruttare una sfida di rinascita che poteva servire da esempio a livello nazionale, ma ancora una volta per il pubblico viterbese il cinema è a Palazzo più che nelle sale.

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