Bonus matrimonio 2017: che cos’è e a chi spetta

Buone notizie per chi si sposerà entro dicembre. Anche quest’anno saranno erogati i  “bonus matrimonio”. Attenzione, però. Gli assegni non sono previsti per tutti i novelli sposi. I contributi vengono concessi ad alcune categorie di lavoratori, quelli in posizioni più svantaggiate, e a persone disoccupate in possesso dei requisiti richiesti.

Inoltre sono esclusi dal beneficio coloro che si sposano con il solo matrimonio religioso  non preceduto o non seguito dalle nozze anche in Comune.

Il bonus matrimonio – spiegano al contact center dell’INPS  – è un piccolo aiuto economico, un contributo alle spese, una delle forme di sostegno ai redditi bassi. Oltre che ai soldi, dà diritto a una assenza giustificata dal lavoro”. Viene concesso a chi usufruisce di 8 giorni di congedo straordinario  (entro i 30 giorni successivi alla data della cerimonia) e sceglie i matrimoni civili o concordatari (cioè celebrati in chiesa con il rito religioso  e trascritti nei registri comunali, con il pieno riconoscimento degli effetti civili da parte dello Stato)

A chi spetta

Il bonus non è per tutti e non è vincolato all’Isee. L’assegno per congedo matrimoniale spetta agli operai, agli apprendisti, ai lavoratori a domicilio e ai marittimi di bassa forza, dipendenti da aziende industriali, artigiane, cooperative. Le condizioni di base, per chiederlo, sono:  la scelta del matrimonio civile o concordatario; un rapporto di lavoro esistente da almeno una settimana; l’effettiva fruizione del congedo (assenza dal lavoro) entro 30 giorni dalla data delle nozze.

Il bonus viene erogato anche ai lavoratori disoccupati in grado di dimostrare che nei novanta giorni precedenti il matrimonio hanno prestato la propria opera, per almeno 15 giorni, alle dipendenze delle aziende sopra indicate; ai lavoratori che  non siano in servizio effettivo per una ragione giustificabile (per malattia, infortunio, richiamo alle armi ecc.).

Quanto spetta ai novelli sposi

A operai e apprendisti è dovuta la somma corrispondente a 7 giorni di retribuzione, detratta la percentuale a carico del lavoratore, pari al 5,54 per cento. Ai lavoratori a domicilio sono erogati 7 giorni di guadagno medio giornaliero, sempre detratta la percentuale del 5,54 per cento. Per i marittimi l’importo del bonus equivale 8 giorni di salario medio, meno il 5,54 per cento.

Nel caso di part-time verticale l’importo è rapportato ai giorni di retribuzione stabiliti dal contratto e c’è sempre la solita percentuale da togliere.

Come e dove presentare la domanda di richiesta del bonus

I lavoratori occupati devono presentare la domanda al datore di lavoro alla fine del congedo matrimoniale e non oltre 60 giorni dalle nozze, allegando il certificato di matrimonio o  lo stato di famiglia con i dati del matrimonio rilasciato dall’autorità comunale o una dichiarazione sostitutiva. Se non riesce stare nei termini, nessun problema. Si può presentare un certificato rilasciato dall’autorità religiosa oppure una dichiarazione sostitutiva autenticata, purché successivamente si provveda a consegnare la documentazione prescritta.

Per chi ne ha diritto  è una misura importante che va richiesta.

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