Bolsena Biennale ha chiuso ,il merletto al centro di un percorso nazionale

La rassegna che connota Bolsena nella lunga tradizione e nella lavorazione del merletto ha chiuso i battenti: con il Patrocinio della Commissione Italiana per l’UNESCO, della Città di Venezia e della città di Bolsena, l’evento ha portato nella cittadina lacuale arte e cultura, avviando verso un percorso che sarà sempre più di carattere nazionale con riflessi internazionali.
La compagnia teatrale Arte-Mide di Venezia ha presentato, al Teatro San Francesco, in prima nazionale, l’opera teatrale ” Le merlettaie”, la prima pièce che da secoli ha per soggetto questa particolare espressione della nostra società senza esserne la protagonista.
Come ribadisce la presidente della Associazione Ovidi Pazzaglia: “Abbiamo avuto la fortuna di ospitare Chiarastella Seravalle, attrice professionista che ha lavorato con rinomati registi in numerosi teatri nazionali e la cantante/musicista Rachele Colombo che ha accompagnato con la sua magnifica voce e la sua chitarra i momenti più emotivi della pièce”.
Le attrici hanno tenuto la scena per due ore, conquistando l’attenzione degli spettatori emozionati, che gli hanno riservato un lunghissimo applauso.
Lo spettacolo si articolava sulla vita della merlettaia veneziana, in una dimensione universale nella quale tutte le merlettaie possono identificarsi.
Rivive l’immagine della nobildonna Costanza, personaggio della metà del XV secolo, che per motivi familiari di eredità è costretta al convento e qui passa il suo tempo a fare merletto, accogliendo con sé una trovatella “Rosetta” a cui insegna a tener l’ago in mano, lei che ha imparato l’arte del merletto dalla Dogaressa Dandolo.
La protagonista, Emma, in attesa di un bimbo, si fa portavoce di tante umili donne che, in condizioni di miseria, nei “bassi” veneziani, creano per pochi soldi capolavori di bellezza, quali solo con un ago e un filo, le mani di una donna sanno realizzare; una forma di riscatto delle donne “operaie” di fronte allo sfruttamento lavorativo.
Così la storia tradotta su un’opera universale che porta sulla scena la figura femminile nella sua complessa evoluzione attraverso i secoli e affronta il forte impatto emotivo sulle varie situazioni che possono condizionarne il suo vivere.
La supervisione storica della Prof. Doretta Davanzo Poli, veneziana, grande esperta di merletto e di tessile, mentre Andrea Artemi ha curato la parte tecnica e Massimiliano Ciammaichella ha curato l’allestimento scenico, facendo del Teatro di S. Francesco un vero palcoscenico, un unicum artistico il cui filo, oltre a tessere trine, racconta una storia secolare. (S.G.)

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