Andrea Selvaggini chef stellato: “Mi piacerebbe aprire un ristorante nella Tuscia”

Di Alfredo Boldorini

“Mi piacerebbe aprire un ristorante nella Tuscia”. Andrea Selvaggini, 25enne di Tarquinia, chef stellato, con esperienze in Francia, Italia, Spagna, Messico, Lussemburgo e Norvegia, svela il suo futuro ne “Le interviste al Gravisca”.

“La passione per la cucina – ammette il giovane chef tarquiniese – mi è stata tramandata da mia nonna. Sin da piccolo sono rimasto affascinato dai piatti genuini, dai prodotti del nostro territorio, dalla pasta fatta in casa. Così, dopo aver completato gli studi scientifici, mi sono iscritto all’accademia Boscolo di Tuscania. Terminato lo stage ho preso la macchina, sono partito, direzione Francia, nel nord del paese, cercando lavoro. All’inizio non è stato facile in quanto oltre ad aver appena iniziato la professione mi scontravo spesso con i miei colleghi di cucina francesi i quali mi ostacolavano in tutto. A partire dalla comunicazione: io usavo l’inglese, loro il francese. Nonostante ciò, dopo pochi mesi, al “bullo di cucina” non è stato rinnovato il contrato mentre io sono stato promosso al suo posto. Una bella rivincita”.

Dopo aver fatto palestra oltralpe, in Spagna (Quique Dacosta), in Messico (Quintonil), con un passaggio anche da Pascucci al Porticciolo (Fiumicino) Andrea ha scelto di temprarsi le idee al freddo di Oslo, precisamente al Maemo, il primo ristorante norvegese: già a 23 anni ricopriva il ruolo di junior sous chef. 

“In Norvegia mi trovo benissimo – aggiunge Andrea – ci sono tante opportunità però il mio cuore batte per Tarquinia e la Tuscia in generale. Mi piacerebbe ritornare per aprire un ristorante. Insieme alla mia compagna stiamo valutando se aprire un’attività in zona. Ci piacerebbe lavorare qui, ci piacerebbe creare nuovi piatti approfittando degli ottimi prodotti, delle eccellenze agricole del nostro territorio. Vedremo”.

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