“Allora ero giovane pure io” di Alfio Pannega: appuntamento a Blera

Continua il viaggio itinerante per la presentazione nei centri della Tuscia dello spettacolo tratto dal libro “Allora ero giovane pure io” di Alfio Pannega per Ghaleb Editore testo e interpretazione di PIETRO BENEDETTI coadiuvata dal poeta a braccio organettista Alessandro Calabresi che eseguirà anche musiche dal vivo.
Lo spettacolo è un monologo teatrale. La musica fa parte della tradizione popolare del Lazio, ripropone le saltarelle accompagnate da organetto, tamburella e ciaramelle. Con questo tipo di spettacolo si vuole sviluppare una discussione sulle antiche tradizioni culturali radicate nel nostro territorio.
Stavolta l’appuntamento è a Blera sabato 27 agosto alle ore 18,30 in via dei Pozzi largo Pian Carlano.

Chi era Alfio Pannega

Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in città si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina.
A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l’Ariosto, ma fu lavorando “in mezzo ai butteri della Tolfa” che si appassiono’ vieppiu’ di poesia e fiori’ come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell’intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell’improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta’, per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita’ artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava.
Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell’ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara’ fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E’ deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.

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