In una gremitissima Sala del Collegio a Ronciglione, lo scorso sabato 7 febbraio, si è tenuta l’apertura della campagna per il NO al referendum Costituzionale, organizzata dalla sezione locale dell’Anpi.
Ha introdotto i lavori Antonio Giuggiolini, presidente della sezione intercomunale ANPI “Mancini e Picari”, a cui ha fatto seguito il saluto di Mario Mengoni, sindaco di Ronciglione.
L’avvocato Enrico Mezzetti, presidente del Comitato provinciale Anpi, il professor Paolo Coppari e Daniele Colonna, rispettivamente presidenti delle sezioni Anpi di Vetralla e Anpi di Studenti di Viterbo, hanno portato il saluto e il sostegno di tutte le strutture territoriali dell’associazione.
Il giornalista Gianni Tassi ha riassunto le finalità dell’incontro e moderato lo svolgimento dell’evento.
Numerose le domande dei partecipanti che hanno permesso di approfondire le ragioni del NO al tentativo, malcelato e innegabile, di sottomettere la magistratura al controllo di chi esercita il potere esecutivo ovvero del governo attuale e di quelli futuri.
Giovanna Montella, già docente di Diritto Costituzionale alla Sapienza, ha tracciato le linee generali della riforma costituzionale oggetto del referendum, mettendo in evidenza la scellerata scelta del governo di apportare, peraltro mediante un testo nella forma anche sciatto e mal scritto – di sole due paginette -, importanti modifiche alla Carta Costituzionale. Tutto ciò, ha proseguito la professoressa, senza passare per una discussione ampia e condivisa in Parlamento e ignorando completamente le ragioni di chi si oppone a questo progetto di riforma che fa vacillare l’equilibrio e la separazione tra i poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) su cui si fonda ogni vero sistema democratico.
La Costituzione, frutto nell’immediato dopoguerra di un lungo lavoro di discussione, approfondimento, riflessione, mediazione e sintesi fra tutte le forze democratiche allora rappresentate in Parlamento, non può essere cambiata, secondo la Montella, a colpi di maggioranza e nel giro di due giorni. Una modifica, tra l’altro, che poteva essere proposta attraverso una legge ordinaria, elemento questo che dimostra ulteriormente lo scopo di infierire un primo ma decisivo colpo alla Costituzione.
I giovani magistrati Francesco Grasselli, Alessandro Imperia ed Enrico Vetrone hanno puntualmente e coralmente, messo in evidenza nei loro interventi e poi nel confronto con i presenti i rischi di un affievolimento dei principi di indipendenza della Magistratura.
I tre magistrati hanno sottolineato anche il pericolo che potrebbe correre un semplice cittadino nel trovarsi coinvolto in una qualche vicenda giudiziaria, con il Pubblico Ministero svincolato dall’obbligo etico della ricerca della verità e trasformato – da questa riforma, se approvata, in un accusatore con il solo compito di dimostrare la colpevolezza dell’imputato, a prescindere.
Nelle considerazioni conclusive dell’incontro: “Ma se la magistratura sarà controllata dalla politica, chi controllerà più la politica? Se nella cornice attuale ci si mette poi anche il depotenziamento della Corte dei Conti e l’abolizione del reato di abuso di ufficio, ecco che il quadro si completa e il desiderio di impunità della politica, che si nasconde in questa riforma, oggetto del referendum, appare in tutta la sua spudorata chiarezza. Purtroppo dobbiamo concordare con la riflessione che afferma: ‘Grandi uomini hanno scritto la Costituzione, piccoli politicanti voglio cambiarla in peggio’”.
La sezione ANPI “Mancini e Picari” ha in programma altri incontri di riflessione a sostegno delle ragioni del No al referendum Costituzionale che saranno comunicati a breve.
Sezione ANPI “Mancini e Picari”


























