“Mal’Aria di Città”, pubblicato il nuovo rapporto nazionale di Legambiente: a Viterbo nessuna criticità

Mal’Aria di Città 2026

Legambiente ha pubblicato il nuovo rapporto nazionale “Mal’Aria di Città” con i dati 2025, dell’inquinamento da PM10, PM2,5 e NO2 in tutti i capoluoghi italiani, dal quale emerge un significativo miglioramento rispetto all’edizione precedente del report.

La situazione nel Lazio vede Roma ancora nella Top Ten delle peggiori città per concentrazione di NO2, settima peggior città come lo scorso anno, con una media annua di 28 µg/mc (microgrammi per metro cubo di aria). Frosinone, con 55 giorni oltre i limiti di polveri sottili, come quinta peggior città italiana per giornate di superamento dei valori massimi consentiti di PM10 dell’attuale limite che, secondo la normativa è di 50 µg/mc, nel report dello scorso anno (dati 2024) era il peggior capoluogo in assoluto.

Roma, Frosinone e Latina poi, sono tra i tanti capoluoghi italiani dove si superano i nuovi limiti europei che scatteranno dal 2030 (media giornaliera di PM10 entro i 20 µg/mc, PM2,5 entro i 10 µg/mc e NO2 entro i 20 µg/mc): entro 4 anni il PM10 deve ridursi del 13% a Roma, del 18% a Frosinone e del 8% a Latina; il PM2,5 del 17% a Roma, del 29% a Frosinone e del 20% a Latina; l’NO2 deve ridursi del 29% a Roma, del 7% a Frosinone e del 6% a Latina. A Rieti e Viterbo nessuna criticità

“La qualità dell’aria è ancora critica a Roma per la concentrazione di biossido di azoto e a Frosinone per le polveri sottili – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – se c’è un evidente miglioramento generalizzato, le situazioni della Capitale e del capoluogo ciociaro restano tra le peggiori fra le città italiane. A Roma è ancora lontanissimo l’obiettivo di riduzione di PM10 e soprattutto NO2, indicato dall’Europa, mentre il 2030 si avvicina e non c’è ancora quel cambio di rotta determinante a migliorare la salute delle persone e evitare l’ennesima sanzione comunitaria sulla qualità dell’aria. La strada attraverso la quale Roma può raggiungere gli obiettivi europei è però chiarissima e solo da attuare, con provvedimenti già ampiamente dibattuti dall’Amministrazione per cui ora si deve solo accelerare nella fase attuativa e che chiediamo al Sindaco di concretizzare sempre di più: rafforzamento del TPL con tutte le nuove tramvie, elettrificazione dei bus di superficie, chiusura dell’anello ferroviario, aumento dei km di metropolitane, potenziamento della sharing mobility, ciclabili e spazi pedonali, accensione delle telecamere per il controllo di Fascia Verde che vada a escludere anche i diesel Euro4, congestion charge nell’area centrale, rimodulazione della sosta tariffata non permettendo più l’attuale totale gratuità per le auto ibride e prezzi che sfavoriscono il principio di rotazione. Andiamo velocemente verso il 2030 con le sue nuove norme da rispettare, se tutto ciò non avviene in maniera veloce e determinata ci ritroveremo con una Capitale nuovamente corresponsabile dell’ennesima sanzione comunità sulla qualità dell’aria, se invece l’Amministrazione continuerà con decisione sulla strada giusta, oltre a evitare multe europee, vivremo in una città più bella e sostenibile”.

“Il miglioramento conseguito da Frosinone rispetto alla situazione disastrosa del 2024 è incoraggiante ma non deve farci abbassare la guardia – dichiara Stefano Ceccarelli, Presidente del Circolo di Frosinone – perché come è noto gli sforamenti dei livelli di polveri sottili dipendono fortemente dalla persistenza del fenomeno dell’inversione termica nei mesi invernali, che varia di anno in anno in funzione del meteo. Che la qualità dell’aria nella nostra città presenti tuttora forti criticità lo dimostra il divario degli attuali livelli delle PM rispetto alle soglie che andranno in vigore fra soli 4 anni. A tale proposito, ribadiamo la necessità di accendere i riflettori sui livelli delle PM2.5, le più pericolose per la salute, che sono misurati nella sola centralina di Viale Mazzini. Ci sarà da mettere in campo misure strutturali e non episodiche sul versante delle emissioni da biomasse e da traffico veicolare per far sì che l’attuale media annuale di 14 mcg/mc si riduca a non più di 10 mcg/mc nel 2030. Auspichiamo in particolare che si acceleri con opportuni incentivi la transizione verso la mobilità elettrica, la sola a emissioni zero”.

Report nazionale “MAL’ARIA 2026” completi al LINK
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