Venerdì 20 febbraio si è svolta , con una partecipazione ampia e sentita di cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali, la conferenza stampa di presentazione del progetto con cui il Comune di Vetralla ha ottenuto il massimo contributo concedibile di 90.000 euro, nell’ambito del bando della Regione Lazio “Arte contemporanea sui cammini della Spiritualità”.
Un risultato significativo: nella provincia di Viterbo, sono stati soltanto due i Comuni finanziati, l’altro è Grotte di Castro con il progetto “Segni”, sulla Via Francigena del Nord. La direzione artistica è affidata a Massimiliano Capo, con un comitato scientifico composto da Simona Gavioli, Serena Achilli e Jurji Filieri.
Il progetto di Vetralla riguarda il tratto vetrallese della Via Francigena e nasce da un’idea iniziale dell’Assessorato alla Cultura, artisticamente ideato e progettato da Angelo Russo, artista del territorio di fama nazionale.
Alla conferenza erano presenti il sindaco Sandrino Aquilani, il consigliere regionale Giulio Zelli, l’assessora alla Cultura Daniela Venanzi, il consigliere regionale Daniele Sabatini, la delegata alla Via Francigena di Viterbo Alessandra Croci, l’autore del progetto artistico Angelo Russo, i volontari di Foro Cassio e gli artigiani del territorio Alessia Sanetti di Viterterra Terrecotte, Ferrovivo s.n.c. il responsabile del settore cultura Danilo Colarusso ed Erika Gutierrez che segue nell’ufficio di competenza le attività turistico culturali.
Durante l’incontro è stato proiettato il filmato che racconta l’intero progetto, suscitando un
intenso coinvolgimento emotivo tra i presenti.
L’intervento prevede la realizzazione di una porta monumentale in acciaio e mosaico, collocata all’inizio del percorso: una soglia simbolica che introduce il pellegrino a un’esperienza non soltanto fisica, ma anche interiore. Nel portale, in alto, una farfalla rappresentata ad ali chiuse, emblema di attesa, potenzialità e inizio del cammino.
Lungo il percorso saranno installate panchine-scultura in acciaio e mosaico, con schienale a ogiva e farfalla centrale ad ali aperte, dedicate alla sosta, insieme a cassette destinate ad accogliere i pensieri dei viandanti.
La trasformazione della farfalla, da chiusa ad aperta, accompagna simbolicamente il pellegrino nel suo itinerario interiore, dando vita a un dialogo continuo tra arte, spiritualità e territorio.
Le parole e le riflessioni raccolte verranno successivamente custodite in un volume annuale,
affinché diventino memoria condivisa e testimonianza viva del cammino nel tempo.




























