Il ricordo di una infanzia felice, quella di Cristina alla Crocetta

Cristina Pallotta

Quelle pause nella sua narrazione, quasi ad assaporarne il ricordo indelebile, circoscritto in un unicum che congiunge mente e cuore, ricordi che cercano di colmare il vuoto lasciato dalla propria mamma Clara, scomparsa recentemente, di cui si è percepita la solidità del rapporto che ha unito madre e figlia. ”Mia madre mi diceva scrivile queste cose, tu che sai farlo bene”. Mai occasione fu migliore per farlo in modo autenticamente raccontato come in questo sabato pomeriggio.
La NarrAutrice Cristina Pallotta lo ha legato a un evento nuovo che vuole in questo ponte del 1° Maggio che Viterbo sia in Festa.
Scatti di fotografie della memoria che debbono rimanere vivi. Cristina li ha condivisi con tutte quelle persone, tante, che erano questo pomeriggio nella piazzetta della Crocetta, dove era lei sul sagrato della chiesa a far scorrere momenti della sua vita che riportano a quaranta anni e più or sono, cita nomi, molti dei quali – a suo dire – sono presenti in questo pomeriggio, ormai adulti, ha citato aneddoti di un tempo in cui il vicinato significava appartenenza. Come era pieno il vicinato di una volta! Poi i giochi, seduta sopra quei gradini, le cantilene e le filastrocche. Ci si chiamava dalle finestre. Chi passava, si fermava a raccontare. I bambini giocavano in mezzo alla strada.
E la Crocetta era l’epicentro.
Pure il passaggio terreno di mamma Clara è finito lì, come quello di Orfeo, fedele sacrestano della chiesa per oltre cinquant’anni. C’erano i figli commossi, Paola, Maria Grazia, Giuliano. Ed è con il loro abbraccio, unito a quello di Cristina, che si è chiuso un incontro che ci ha reso tutti più felici.

 

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