Cinema LUX: un mese di grandi titoli, novità e anteprime

il museo dell'innocenza

 Un mese di grande cinema al LUX di Viterbo. I migliori titoli di quest’anno e anche qualche novità in una programmazione che per gli amanti del cinema sarà una vera occasione da non perdere. Ecco cosa potete mettere in agenda per le vostre serate di giugno:

Dopo il grande successo di Critica e Pubblico al FESTIVAL DI CANNES dal  26 MAGGIO  16.30-18.30-20.30-22.30

LA PAZZA GIOIA  (di Paolo Virzì)

Beatrice Morandini Valdirana è una chiacchierona istrionica, sedicente contessa e a suo dire in intimità coi potenti della Terra. Donatella Morelli è una giovane donna tatuata, fragile e silenziosa, che custodisce un doloroso segreto. Sono tutte e due ospiti di una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali, entrambi classificate come socialmente pericolose. Il film racconta la loro imprevedibile amicizia, che porterà ad una fuga strampalata e toccante, alla ricerca di un po’ di felicità in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo dei sani

FILM D’AUTORE(anticipazioni)

GIUGNO 2016

ISTANBUL IL NUSEO DELL’INNOCENZA DI PAMUK
07-08 GIUGNO
ORARIO: 17,00-19,00-20,45-22,30
INGRESSO UNICO € 8,00

Non c’è un solo modo di vivere, ognuno ha un passo diverso nell’affrontare le discese e le salite

SEI VIE PER SANTIAGO

14-15 GIUGNO

ORARIO: 18.30- 20.30-22.00

Marianna Cappi         

Wayne ha 65 anni, ha perso da poco la moglie. Cammina con Jack, 73 anni, il prete episcopale che ha celebrato il funerale. Misa è danese, sportiva, competitiva. Pensava che avrebbe voluto camminare da sola, ma poi ha incontrato il canadese William, che ha il suo stesso passo veloce, e non si sono più seprati. Annie viene da Los Angeles, il ginocchio le fa male, la fatica la fa piangere, ma smettere sarebbe ancora più doloroso. E poi ci sono Sam, dal Brasile, in piena crisi esistenziale, Tomas, che non sapeva se fare kite-surfing o intraprendere il cammino, Tatiana, di 26 anni, fervente religiosa, con il fratello ateo e il figlio Alexis, che di anni ne ha 3, ed è il più giovane della compagnia.
Il cammino di Santiago di Compostela è lungo quasi 800 kilometri e attraversa il Nord della Spagna per terminare nell’Oceano a Finisterre. Non è un’impresa semplice, eppure sono secoli che le genti di ogni dove lo percorrono. Molti partono con una domanda nel cuore, perché in quello spazio e in quel tempo, immersi nella natura e segnati dalla fatica ma anche dall’emozione, il confronto con se stessi è inevitabile e spesso illuminante. La regista lo ha fatto nel 2008, dopodiché, al ritorno a casa, la stessa “chiamata” che l’aveva messa sulla strada spagnola la prima volta, l’ha indotta a tornare per documentare il pellegrinaggio di altre persone. Il suo approccio è profondamente umanistico: il paesaggio ha ovviamente il suo spazio, ma non è alla sua contemplazione che si dedica il documentario. Allo stesso modo, la geografia del percorso, la pittoresca burocrazia dei timbri, il cibo e le messe, finiscono inevitabilmente nelle riprese di Lydia B. Smith ma non viene concesso loro uno spazio autonomo. Al centro, dall’inizio alla fine, ci sono le persone (le sei che ha scelto al montaggio, dopo averne seguite più del doppio per un totale di 300 ore di girato).
Piove, fa freddo, oppure il sole brucia in testa e sulle spalle, le vesciche sono causa di dolori atroci, la febbre può allettare per un po’, ma ogni giorno è diverso, ogni tratto è diverso, e questo cambiamento, di sfondo e di umore è in fondo una metafora della vita, e si va avanti nonostante tutto, sperimentando difficoltà e gioie a fasi alterne, in vista della ricompensa finale, in autostima e significato.
Dal film della Smith emerge bene un piccolo paradosso: quello che s’intraprende, anche se non sempre in solitaria, come un viaggio individuale, alla ricerca di sé, della risposta che probabilmente abbiamo già dentro ma dietro una nebbia troppo fitta per riconoscerla, si trasforma quasi sempre in un’esperienza di condivisione e di collettività. Il Cammino, sembra dire il film, in un modo o nell’altro, ti sorprende. Ed è in questo sovvertire le aspettative che il Cammino incontra la vita e anche il cinema.

16-17 GIUGNO
FIRENZE E GLI UFFIZI
ORARIO:17.00-19.00-20.45-22.30
INGR € 05,00

Un viaggio multisensoriale nella città culla del rinascimento

Dopo il successo cinematografico internazionale di Musei Vaticani 3D, classificatosi come il contenuto d’arte più visto nella storia del cinema nel mondo, distribuito in 60 paesi e 2.000 sale cinematografiche per oltre 220 mila spettatori, Sky 3D presenta Firenze e gli Uffizi 3D/4K – Viaggio nel cuore del Rinascimento, la sua nuova grande produzione, realizzata in collaborazione con Sky Arte HD, Nexo Digital e Magnitudo Film, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Comune di Firenze e con il sostegno di Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
Firenze e gli Uffizi 3D/4K è un viaggio multidimensionale e multisensoriale nel Rinascimento Fiorentino attraverso le sue bellezze più rappresentative. A parlare sono le opere stesse, oltre 10 location museali e 150 opere di cui il fulcro centrale è naturalmente rappresentato dalla Galleria degli Uffizi, e lo fanno con tutta la potenza della loro straordinaria bellezza esaltata dalla visione in tre dimensioni. Gli spettatori saranno coinvolti da una visione con punti di vista inediti, riprese sorprendenti e spettacolari immagini aeree della città.
La narrazione emotiva, ambientata all’interno di un limbo atemporale, è affidata a Simon Merrells che, nel ruolo di Lorenzo il Magnifico, ci condurrà attraverso i ricordi della ‘sua’ Firenze, in un incessante dialogo tra passato e presente. Il film attraversa i luoghi simbolo di Firenze dalla Cappella Brancacci (con gli affreschi di Masolino e Masaccio, emblema del passaggio da Medioevo a Rinascimento) al Museo del Bargello che ospita il David di Donatello; da S. Maria del Fiore con le sue sfavillanti vetrate e la Cupola del Brunelleschi a Palazzo Medici; da Piazza della Signoria a Palazzo Vecchio sino alla Galleria dell’Accademia, che custodisce il David di Michelangelo. Cuore del film è naturalmente la Galleria degli Uffizi: gli spettatori potranno accedere all’interno della Tribuna (luogo visibile al pubblico solo da tre punti esterni) e Antonio Natali (direttore della Galleria dal 2006 al 2015) ci accompagnerà tra le opere. L’excursus narrativo all’interno della Galleria va da Giotto a Gentile da Fabriano e Piero della Francesca, a Raffaello e Tiziano, dall’Annunciazione di Leonardo al Tondo Doni di Michelangelo, senza tralasciare le opere simbolo quali la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli e lo Scudo di Medusa di Caravaggio, quest’ultimo inserito all’interno di un capitolo dedicato alle opere ‘mostruose’ della Galleria, tra cui la Madonna della Arpie di Andrea del Sarto, la Calunnia di Botticelli e Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi.
Una perla di Firenze e gli Uffizi 3D/4K sarà costituita dallo svelamento del restauro in corso dell’Adorazione dei Magi di Leonardo, assente dagli Uffizi dal 2011. Ad arricchire il film, spettacolari immagini aeree della città, realizzate grazie all’utilizzo di un elicottero e un drone e riprese esclusive in luoghi o punti di vista inediti, come la Cupola del Brunelleschi e Piazza della Signoria ripresa all’alba, deserta, in tutta la sua magnificenza. E ancora il David di Michelangelo, con esclusive riprese frontali e da distanza ravvicinata.

Sotto alla mancata riuscita artistica, pulsa il cuore di un lungometraggio realizzato come una lettera indirizzata a chi cerca una risposta

IN PRIMA VISIONE – USCITA NAZIONALE

FINDING HAPPINESS

21-22 GIUGNO

ORARIO 20.30-22.30

Juliet Palmer, giornalista d’assalto, riceve l’ingrato incarico di scrivere un articolo su una comunità spirituale che vive all’Ananda World Brotherhood Village, nel Nord California. Dapprincipio scettica e prevenuta, finirà col cambiare radicalmente idea sulla sua stessa concezione di vita dopo avere incontrato il fondatore, Swami Kriyananda, e le persone che, seguendo i suoi insegnamenti, da quasi quarant’anni hanno scelto un cammino diverso dal resto del mondo.
Un avvio in presa diretta sulla grande crisi economica e un prologo di fiction servono ad introdurre il viaggio nella storia della comunità fondata da Swami Kriyananda (1926-2013), dal quale nasce l’idea di questo film a scopo divulgativo-informativo. A livello contenutistico, si tratta di uno studio sulla reale applicazione di un’altra concezione del vivere, sulla scelta, possibile, di rifugiarsi in isole di pace e prosperità dove l’armonia può sostituirsi all’egoismo dilagante; a livello formale, invece, siamo davanti ad un lavoro in cui la componente di finzione, sin dall’inizio, si dimostra inefficace. Se, nelle intenzione degli autori, alternare la storia di Juliet alle interviste dei reali membri delle varie comunità poteva avere il merito di appassionare maggiormente lo spettatore, risulta davvero difficile identificarsi con la giornalista interpretata da Elisabeth Röhm così com’è altrettanto complicato credere ad un processo di cambiamento esistenziale tanto repentino. Di solito attivo nel cinema fanta-orrorifico a basso budget, Ted Nicolau non riesce, dunque, a raccordare entrambe le anime dell’operazione, firmando un docu-film mancato perché divelto nelle sue due componenti costitutive.
Sotto alla mancata riuscita artistica di Finding Happiness – Vivere la felicità pulsa il cuore di un lungometraggio realizzato come una lettera indirizzata a chi cerca una risposta, la stessa trovata da Swami Kriyananda attraverso gli insegnamenti di Paramhansa Yogananda (1893-1952), fondatore della Self-Realization Fellowship e principale attore dell’introduzione del Kriya Yoga in Occidente.
La creazione di comunità basate sulla fratellanza mondiale, la rivoluzione che parte dal singolo per investire il tutto (“Quando tu cambi, l’intero mondo cambia”), la condivisione di un nuovo approccio alla vita possono trovare un pubblico disposto all’ascolto nonostante le mancanze “cinematografiche” del progetto. Il doppiaggio italiano lascia in originale, con sottotitoli, le parole pronunciate da Swami Kriyananda.

SAN PIETRO E LE BASILICHE PAPALI

23 – 24 GIUGNO

ORARIO 18.00-19.35-20.30-22.00

In occasione del Giubileo 2016, un viaggio attraverso le quattro Basiliche Papali di Roma e i loro tesori

Un viaggio attraverso le quattro Basiliche Papali di Roma (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo Fuori le Mura) e i loro tesori: all’interno di luoghi esclusivi del Vaticano – gli Ottagoni della Fabbrica di San Pietro, il Salone Sistino della Biblioteca Apostolica Vaticana e la Sala Ducale del Palazzo Apostolico Vaticano -, quattro studiosi, ciascuno secondo il proprio punto di vista, descriveranno le Basiliche, la loro evoluzione nei secoli, le opere d’arte più note, le vite e le storie di Papi e artisti legate a esse da Giotto a Bramante, da Michelangelo a Francesco Borromini, da Gian Lorenzo Bernini a Domenico Fontana, da Arnolfo di Cambio a Jacopo Torr

SUBURRA

28-29 GIUGNO

ORARIO 18.10- 20.20-22.30

Nell’antica Roma, la Suburra era il quartiere dove il potere e la criminalità segretamente si incontravano. Dopo oltre duemila anni, quel luogo esiste ancora. Perché oggi, forse più di allora, Roma è la città del potere: quello dei grandi palazzi della politica, delle stanze affrescate e cariche di spiritualità del Vaticano e quello, infine, della strada, dove la criminalità continua da sempre a cercare la via più diretta per imporre a tutti la propria legge. Il film è la storia di una grande speculazione edilizia che trasformerà il litorale romano in una nuova Las Vegas. Per realizzarla servirà l’appoggio di Filippo Malgradi (Pierfrancesco Favino), politico corrotto e invischiato fino al collo con la malavita, di Numero 8 (Alessandro Borghi), capo di una potentissima famiglia che gestisce il territorio e, soprattutto, di Samurai (Claudio Amendola), il più temuto rappresentate della criminalità romana e ultimo componente della Banda della Magliana. Ma a generare un inarrestabile effetto domino capace di inceppare definitivamente questo meccanismo saranno in realtà dei personaggi che vivono ai margini dei giochi di potere come Sebastiano (Elio Germano), un PR viscido e senza scrupoli, Sabrina un’avvenente escort (Giulia Elettra Gorietti), Viola (Greta Scarano) la fidanzata tossicodipendente di Numero 8 e Manfredi (Adamo Dionisi) il capoclan di una pericolosa famiglia di zingari.

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