RACCONTI BREVI/ La risposta

man alone

L’uomo ubriaco è l’unico tra i presenti che non ha provato a fuggire. Mentre tutte le persone corrono, compaiono e scompaiono alle sue spalle, di fronte e ai lati, lui rimane fermo a guardare. Non sa cosa pensare, più che altro, non vuole pensare a niente. Si gratta la barba, che comincia a ricrescere e gli provoca prurito sul collo, poi nota una busta per terra: è la busta che la donna dalle chiappe sode teneva in mano prima che si scontrassero. La raccoglie e tira fuori la bottiglia di Chianti. <<È proprio quello che ci vuole>> dice. Come può aprirla? Ricorda quel video che ha visto su Youtube in cui spiegano come aprire una bottiglia di vino con una scarpa. Toglie la scarpa destra e si siede sulla panchina, sotto l’ombra delle foglie d’olivo. Comincia a picchiare con il tacco il fondo della bottiglia. L’uomo ubriaco va avanti così per un quarto d’ora, senza fermarsi, fino a quando il tappo esce abbastanza da poterlo sfilare con le mani. Stappa la bottiglia e fa un lungo sorso, corposo, poi emette un sospiro che sa di godimento. Un signore si ferma davanti a lui e lo fissa, senza dire niente. L’uomo ubriaco si alza in piedi e dice: <<Vuoi bere?>>. Il signore dice: <<Cosa è successo?>>. Un altro uomo si ferma, poi una donna e un ragazzo e un’anziana e altri ancora e l’uomo ubriaco si ritrova davanti un gruppo di persone che lo guardano. Attendono una risposta. Mormorano tra loro. <<Cosa è successo?>> chiede un altro. L’uomo ubriaco fa un altro sorso di vino. <<Dicci, cosa succede?>>, chiede di nuovo il primo. <<Sì, che succede?>> chiede una ragazza. “Che succede?”, “Cosa è successo?”, “Cosa sta succedendo?”, il mormorio diventa una mitragliatrice di domande che pongono lo stesso quesito. Intanto l’uomo ubriaco continua a bere; la donna dalle chiappe sode dice: <<Quella è la mia bottiglia di vino>>. Le persone affacciate ai balconi guardano l’uomo ubriaco. Le persone dentro la piazza guardano l’uomo ubriaco. Lui è lì che non vuole pensare a niente e tutta quella gente continua a fargli la stessa domanda. Poco prima erano lì che lo accusavano e ora sono lì che bramano una risposta; come se fosse il presidente degli Stati Uniti: “Cari cittadini americani, oggi devo comunicarvi una notizia che mai avrei voluto sentir uscire dalle mie labbra; gli Stati Uniti sono entrati in guerra”. Aspettano una risposta da lui perché è stato il primo che si è teletrasportato, lui è quello che sa, colui che può dirgli quello che devono fare. Da un balcone una grassa signora urla: <<Sì, dicci cosa sta succedendo?>>. L’uomo ubriaco appoggia il beccuccio della bottiglia sulle labbra e ingurgita una considerevole quantità di vino; finalmente inizia a sentire gli effetti dell’alcol.

Dice: <<Cari signori e signore, bambini e anziani, stronzi e facce da culo… Siamo in guerra>>.

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