Alba Serino: danza e archeologia mi hanno portato a Viterbo

In ogni viaggio io abbia affrontato sin da bambina, non sono mai mancati due oggetti in particolare: un libro sul Medioevo e le scarpette di danza. A sei anni, con il mio primo trasferimento negli Stati Uniti, avevo nello zainetto un libro sui castelli medievali e le mie scarpette in pelle di danza classica. Rientrando in Italia a nove anni, riportai con me i miei primi romanzi fantasy e i miei sneakers per funky-hip hop. In attesa di ripartire (perche’ sapevo di voler ripartire) ho continuato a coltivare le mie passioni per la storia medievale e la danza a Terni. E quando ho ripreso a viaggiare, le ho sempre portate con me, fino a quando non si sono invertiti i ruoli e sono state invece queste mie passioni a spingermi a viaggiare, come un carburante per il mio aereo personale! Ho capito che la danza e la ricerca facevano completamente parte di me e che questo volevo fare per il resto della mia vita.

Viterbo e la Tuscia mi hanno accolto a braccia aperte, con i miei libri e le mie scarpette in mano. La prima volta che ho visitato la città fu amore a prima vista! Ad ogni vicolo, ad ogni edificio volevo saperne di più, volevo capire la storia di questo centro, il significato dietro a ogni concio di tufo. Volevo imparare a toccare la storia con mano e a trovarne i significati attraverso ogni minimo indizio. Volevo diventare un’archeologa! Ma non una qualsiasi archeologa: una archeologa… ballerina. Ed è qui che la mia storia si intreccia a quella del maestro Salvatore Coccia.

Prima di conoscerlo credevo che un insegnante di danza fosse solo questo: un insegnante di movimenti. Ma la passione e l’energia che il maestro trasmetteva nel suo lavoro mi sono entrate dentro. La danza non era una serie di movimenti meccanici. La danza era il risultato di un’armonia fra la mente ed il corpo. Senza questo equilibrio, senza questa armonia non si poteva ascoltare davvero la musica per tradurla in movimento.

Avevo 25 anni quando ho ripreso la mia valigia in mano nel 2012, per proseguire le ricerche del mio dottorato di in Archeologia Medievale alla Brown University negli Stati Uniti e poi in Francia, ho portato con me anche gli insegnamenti di Salvatore ed il ricordo della nostra meravigliosa amicizia. Ma stavolta qualcosa era diverso. Era come se la mia valigia fosse vuota. I miei libri di archeologia medievale, le mie scarpette e body di danza non bastavano più a riempirla. Mancava qualcosa. Mi mancavano i miei conci di tufo, mi mancava passeggiare fra le chiesette medievali sulla strada per danza, mi mancava l’aura splendente attorno alla scuola di Salvatore, che non riuscivo a trovare altrove nei miei viaggi. Così finalmente ho scelto. Correva l’anno 2015 e ho scelto la Tuscia e la sua meravigliosa architettura medievale. Ho scelto i miei legami con questa stupenda città!

Ora la mia vita si divide fra il lavoro con l’università della Tuscia, le mie guide turistiche e la mia seconda casa, lo Spazio Danza Balletto Lunense. Qui ho ritrovato la stupenda energia di Salvatore Coccia e con lui abbiamo formato una famiglia, con cui condividere i suoi insegnamenti di armonia e passione. Luciana Morucci, Ilaria Pofi, Alessio Zaccaro, Angelo Venneri e Julia Spadoni non sono semplici colleghi, ma veri e propri familiari. Chiunque entri nel nostro spazio danza, nel cuore di Viterbo, si “lamenta” di non accorgersi del tempo che trascorre! La gioia che Salvatore, Luciana, Ilaria, Alessio, Angelo e Julia trasmettono infonde alla scuola una energia magica che fa sentire a casa!
Il mio viaggio più bello ha appena avuto inizio, proprio qui a Viterbo, e non vedo l’ora di vedere dove mi porterà!
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