Viterbo e le sue Torri, è scomparsa quella del Citerno

di Gianluca Braconcini*

Le torri caratterizzano il paesaggio urbano di Viterbo e ne fanno un vero e proprio tratto
distintivo. Ne troviamo edificate sia lungo tutto il perimetro delle mura cittadine che all’interno della città, costruite già a partire dall’XI secolo, in luoghi strategici a scopo difensivo, di avvistamento e di accesso urbano. Inoltre, grazie alle loro caratteristiche difensive, venivano utilizzate anche per esigenze abitative, le cosiddette case-torri. Esse permettevano a ciascuna famiglia di proteggersi dai nemici presenti nella città stessa, basti pensare alle lunghe lotte tra guelfi e ghibellini che hanno caratterizzato la storia di Viterbo. Lo storico Domenico Bianchi nella metà del Seicento annota la presenza di circa duecento torri: “….ebbe dal suo principio molte Torri, sì come a questo di d’hoggi apertamente si scorge in lei esserne moltissime, fatte con molto artificio di pietre squadrate altissime ed alcune con molta proportione hanno le Cortine, che in altezza conveniente le circondano…”
Per aver un quadro più chiaro di come era turrita Viterbo basta guardare la splendida pianta del 1596 disegnata da Tarquinio Ligustri. Molte sono crollate ed altre sono state demolite nel corso dei secoli; tra queste vi era la Torre Citerno. Essa fu costruita sul Colle omonimo nel 1273, come narra il “Cronacon Gradensi”: “Anno tertio ultra 1270, facta est turris ad Citernum…”. Lo storico Cesare Pinzi la descrive come una delle altre 12 situate lungo la cinta muraria sulle quali prendevano posto le scolte per sorvegliare la città dagli eventuali attacchi nemici. La “Contrada Citerno” era un’area piuttosto grande ed era compresa tra i declivi sotto il quartiere Mazzetta, la zona di Santa Maria in Gradi, San Sisto, Santa Maria delle Fortezze e Porta Vallia (un tempo detta anche “Porta del Citerno”). L’etimologia del termine, deriva probabilmente dalla presenza di una grande cisterna del periodo Imperiale presente nella zona; forse da mettere in relazione con la sorgente che si trova in via Sabotino utilizzata già in epoca romana. La Torre Citerno insieme a quella della Pila, dell’Inquisitore e di San Biele, erano dei baluardi costruiti per
un progetto di futuro allargamento della cerchia muraria che avrebbe incluso il complesso di Santa Maria in Gradi e quello di Santa Maria della Verità; chiese situate fuori della città e quindi prive di difesa. La torre, ora scomparsa, sorgeva sull’attuale incrocio tra via Santa Maria della Grotticella, via Sabotino e via Santa Maria in Gradi ed è possibile vederla anche nella foto della pianta di Viterbo realizzata dal Ligustri.

*cultore della storia e del dialetto viterbese

 

 

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