Visto da noi: Il Traditore, una storia di vendetta e tradimenti che ha cambiato l’Italia

di Nicole Chiassarini

Il Traditore è il nuovo film di Marco Bellocchio, nei cinema, ispirato alla storia di Tommaso Buscetta, il Boss dei due mondi. Una pellicola politica e civile, attualmente 3° in classifica al Box Office e che ha incantato il Festival del Cinema di Cannes 2019. Noi di TusciaUp lo abbiamo visto ed ecco le nostre impressioni.
Non è la prima volta che Marco Bellocchio racconta la nostra storia attraverso i suoi film – ricordiamo infatti la sua direzione in Buongiorno, notte, in un’Italia sconvolta dal rapimento di Aldo Moro –, ma con Il Traditore torna a farlo dedicando l’intero lavoro ad una pagina più ampia e amara, seguendo il percorso e l’evoluzione di un personaggio in particolare, Tommaso Buscetta, che ha segnato gli ultimi vent’anni del secolo scorso con le sue rivelazioni inerenti l’ambiente mafioso, diventando fondamentale per gli sviluppi del rapporto tra Stato e Mafia del nostro Paese. Ci troviamo nella Sicilia degli anni Ottanta, i Corleonesi con a capo Totò Riina sono intenti a far fuori vecchie famiglie mafiose. Mentre il numero dei morti sale Buscetta, capo della Cosa Nostra vecchio stile, è rifugiato in Brasile, dove viene trovato dai federali e consegnato allo Stato italiano. Ad aspettarlo il giudice Giovanni Falcone, il cui unico scopo è ottenere informazioni per smontare l’apparato mafioso. Buscetta decide così di parlare e tradire quel mondo dentro il quale si era mosso e dal quale aveva provato a fuggire, facendo nomi e cognomi. “Io sono stato e resto un uomo d’onore”. E la sua strada non la rinnegherà più sino alla morte.
Ancora una volta il regista ci dimostra di avere il grande schermo in pugno, Bellocchio si affida totalmente alla recitazione dei suoi attori, che in questo film hanno saputo dare il meglio di loro, interpretando personaggi difficili e dal grande carisma. Magistrale l’interpretazione di Pierfrancesco Favino che è riuscito a entrare dentro il personaggio di Buscetta in modo grande, muovendosi con consapevolezza e sicurezza, alternando simpatia e i modi duri da uomo di Cosa Nostra, sul quale il regista fa totale affidamento per la riuscita della pellicola. Un progetto non facile per l’attore che è stato accompagnato da diversi cambiamenti fisici durante i venti anni che scorrono davanti ai nostri occhi. Vent’anni di storia italiana accompagnati da una schiera di personaggi con ruoli interessanti e differenti. Come Fausto Russo Alesi che interpreta Giovanni Falcone e che con maestria è riuscito a ricostruire insieme a Favino il complesso rapporto tra i due personaggi.
Ma l’abilità dei due vanno di pari passo con quella del regista, infatti la solida pellicola di Bellocchio riesce ad accompagnare lo spettatore nel lungo arco di tempo che ha accompagnato la stessa Italia. È la sua attenta selezione nell’evoluzione del personaggio di Buscetta a rendere il tutto azzeccato per raccontare la storia, colpendo quando serve, ma lasciando il tempo a chi lo guarda di riflettere su tutto ciò che questi personaggi hanno rappresentato per il nostro Paese. Allo stesso tempo il film riesce ad ammaliare per la bellezza delle immagini e la forza di dialoghi accurati. Una sceneggiatura solida che privilegia i momenti più significativi della storia italiana con scene tipiche del grande cinema, che fanno trasparire la bravura e la consapevolezza non solo del regista, ma anche dell’intero cast.
L’ultimo ventennio del Novecento italiano, il culmine del confronto tra Stato e Mafia. Al centro un uomo che ha deciso di portare tutto all’estremo, che ha voluto condannare a morte i vertici di un’intera organizzazione criminale che sembrava inattaccabile, tradita da sé stessa. Un film forte, capace di ammaliare e far riflettere su un importante periodo storico che ha segnato la svolta di tutto e tutti. Ancora oggi Bellocchio ci dimostra di conoscere perfettamente il medium cinematografico e di sapercisi muovere con grande coscienza e abilità, offrendoci uno spettacolo che solo il buon cinema italiano riesce a regalare.

Nomination ai Nastri d’Argento:
Il traditore” è il film con più candidature ai Nastri d’Argento 2019. Undici le nomination con le quali il film di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino ottiene anche la candidatura per il miglior attore protagonista, guidando la classifica dei titoli che si contendono quest’anno i premi dei Giornalisti Cinematografici. – Tutti gli altri Nastri, come sempre, saranno votati via mail a partire da lunedì 3 Giugno e fino alle 12.00 del 12 Giugno. La consegna dei riconoscimenti ci sarà il 29 giugno a Taormina.

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