Visto da noi: Figli, l’eco di Mattia Torre nella sua commedia umana e tragicomica

di Nicole Chiassarini

Figli è la nuova commedia scritta da Mattia Torre e diretta da Giuseppe Bonito, con Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea. Mattia Torre ci lascia un’eredità divertente e allo stesso tempo drammatica basata sulla contemporaneità, ispirata al monologo I Figli Ti Invecchiano recitato da Valerio Mastandrea e scritto da Mattia Torre.
Sara e Nicola, due giovani genitori, hanno scoperto uno dei tanti drammi della contemporaneità: crescere un secondo figlio in un tempo, in uno Stato che sembri ostacolare le famiglie e con natalità zero. Tra drammi e risate, i due si ritrovano a dover affrontare delle sfide molto spesso difficili da gestire senza vedersi riconosciuti gli sforzi. Allora cosa fare quando il tuo ultimo desiderio è quello di saltare dalla finestra e abbandonare il campo?
“I figli ti invecchiano anche perché, quando arrivano al mondo mettono fine, con violenza inaudita, a quella stagione di aperitivi, feste e possibilità che ti sembravano il senso stesso della vita”. Con intelligenza e un fare spregiudicato, Mattia Torre parlava così nel suo monologo reso celebre dall’interpretazione di Mastandrea su palco di E poi c’è Cattelan. Sono state queste parole a dar vita ad una commedia tragicomica, e sfrontata, quasi surreale, sulla condizione precaria dei genitori contemporanei. Un’opera che Torre portava avanti da tempo, già da prima che la malattia lo portasse via lo scorso luglio. Aveva pensato proprio a tutto, anche scelto in gran parte un favoloso cast composto da vecchi amici, da Paola Cortellesi, impeccabile nel suo ruolo di madre lasciata sola a gestire la casa nonostante desideri tornare a lavorare; a Valerio Mastandrea, un padre conscio di non essere troppo presente, ma che non riesce ad accettare le difficoltà e fugge costantemente; ma anche i compagni che lo accompagnarono nel corso delle riprese di Boris di cui fu brillante e talentuoso co-autore, come Valerio Aprea, Andrea Sartoretti e Paolo Calabresi, ognuno impeccabile e divertente nel proprio ruolo.
Memorabili, inoltre, i monologhi scelti per arricchire la pellicola; come quello in cui Sara si lancia in un feroce j’accuse contro la madre simbolo di quella generazione che visse il boom economico, sperperando tutto, senza lasciare più un futuro ai propri figli. Dialoghi incalzanti e personaggi ironici, ma anche il dolce sfondo dell’amore per le piccole cose capace di riappacificare tutti, o di insegnare a restare.
Questo sarebbe stato il terzo film per Torre, dopo Boris-il film e Ogni Maledetto Natale, ma ad oggi è il suo ultimo incredibile lascito, una commedia postuma affidata all’ottima regia dell’amico Giuseppe Bonito; infatti si può dire che lo sceneggiatore non sbagliava nel voler lasciare in eredità a Bonito il proprio capolavoro. Il regista ha preso in mano la sceneggiatura con rispetto e amore, lasciandosi guidare e trasformando la penna di un autore in immagini capaci di rappresentare in maniera ineccepibile gli umori e le difficoltà della stessa generazione di Mattia Torre in un Paese vecchio e arrugginito. Il tutto con scelte tecniche che non hanno tradito la sfrontatezza e compostezza dell’opera.
Diviso in capitoli, ciascuno destinato a ritrarre i diversi aspetti della genitorialità, la storia è condita da risvolti esilaranti, nonni bizzarri, pediatre guru, amici sgangherati e baby-sitter improbabili. Una riflessione sulla genitorialità durante tempi caotici e incerti, tra il desiderio di restare e l’ancora più forte istinto di scappare. Una fuga rappresentata in modo metaforico da un lancio nel vuoto dalla finestra, che i due personaggi spesso compiono per fuggire da una discussione o dall’ennesimo pianto assillante del nuovo figlio, genialmente sostituito dalla Sonata n° 8 di Beethoven Pathetique.
Figli è il grande e dolce lascito di Mattia Torre: il risultato di un cinema rivoluzionario e spregiudicato. Una comicità surreale, dialoghi profondi e veritieri, che al meglio riescono a trasmettere l’umanità di un’opera tanto tragicomica, quanto estremamente forte e delicata. Giuseppe Bonito ha messo in scena uno spettacolo come pochi, onorando al meglio la memoria ed il genio di Torre.
Film visto venerdì 31 gennaio alle ore 20.15 presso la sala 3 Banca Lazio Nord del CineTuscia Village.

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