Civit’Arte 2026, l’impegno civile sale sul palco: Luigi De Magistris porta la Costituzione nel cuore della Tuscia

de magistris

Non è solo un festival. Civit’Arte, in questa edizione 2026, si conferma ancora una volta come il battito di un territorio che non si accontenta di essere cartolina, ma sceglie di essere pensiero. Uno spazio aperto, un laboratorio di riflessione dove la bellezza di Civita e l’energia di Bagnoregio diventano teatro per le grandi questioni del nostro tempo.

Lunedì 20 luglio, la rassegna alza il sipario su uno degli appuntamenti più attesi e intensi dell’intero cartellone: “Noi e la Costituzione”. Una serata che è un atto d’amore e di dovere civile, un invito a fermarsi per interrogarsi sui pilastri che reggono la nostra democrazia, troppo spesso dati per scontati e invece quanto mai necessari.

A guidare questo viaggio tra le pieghe della nostra Carta fondamentale sarà Luigi De Magistris. Non una semplice lettura, ma un recital d’impegno civile che affonda le mani nella realtà, cercando tra gli articoli di quella Carta – nata dal sacrificio e dalla speranza del dopoguerra – le risposte alle sfide del presente. Con lui, a dare corpo e respiro a questo percorso narrativo, le voci e la presenza scenica di Serena Pisa e Andrea De Goyzueta.

«La Costituzione non è un reperto da conservare in una teca, ma una bussola viva per chiunque scelga di stare dalla parte dei diritti e della memoria», è il sottotesto che attraversa questa serata. Civit’Arte, trasformando la Casa del Vento in un agorà moderna, chiama a raccolta cittadini, visitatori e viaggiatori, proponendo un momento di partecipazione alta e condivisa.

L’appuntamento è fissato per le ore 21.15. Come da tradizione di questa edizione, l’ingresso è libero: un atto di generosità culturale che vuole spalancare le porte della riflessione a tutti, sotto il cielo terso di una terra che sa farsi custode di storie e di ideali.

Un’occasione da non perdere. Un appuntamento con la nostra identità più profonda, per ricordare che la democrazia, come la bellezza di Civita, è un bene comune che va curato, conosciuto e difeso insieme.

 

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