Un altro cinema ha chiuso, il Trento: “viterbesi ribelliamoci”

Nei giorni scorsi a Viterbo, città dove vivo, ha chiuso un altro cinema. L’ennesimo. Scrive Cristiana Lamanna viterbese d’adozione napoletana d’origine:

“Ora nel capoluogo della Tuscia è in vita una sola sala cinematografica. A meno che non si voglia prendere l’auto e raggiungere la multisala di Vitorchiano.

Quando cessa l’attività un cinema per una città dovrebbe essere un lutto. Muore un luogo di incontro, di aggregazione, dove fare rete, sentirsi comunità, divulgare cultura. Il tutto nel silenzio assordante delle istituzioni cittadine. E fa ancora più male l’assoluta apatia, atarassia, dei cittadini viterbesi.

Pronti a scendere, giustamente sottolineo, in piazza per i recenti fatti criminosi che hanno portato Viterbo alla ribalta delle cronache nazionali, ma assolutamente indifferenti alla chiusura del cinema Trento.

Attenzione che il vuoto di idee, di confronto, di conoscenza, che può dare uno spettacolo cinematografico o teatrale, è un vuoto che crea un vulnus pericoloso. E’ proprio questo vuoto che genera povertà intellettuale, apatia, che alcuni soggetti poi pensano di riempire con la violenza e la sopraffazione.

Con forza e con rabbia ma anche con le lacrime agli occhi, prego tutti i cittadini a ribellarsi a tutto ciò, a impedire che venga messa all’angolo la cultura che è conoscenza che insegna a discernere ciò che è giusto o non giusto fare.

Creiamo rete, scendiamo in piazza. La cultura non è di destra o di sinistra. E’ un diritto-dovere che dobbiamo e possiamo esercitare. Smettiamola di essere semplici spettatori, complici, a volte, di spettacoli imbarazzanti, e con forza rivendichiamo il diritto alla conoscenza. Il diritto di essere umani”.

Cristiana Lamanna

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