Simonetta Coccia, neo Presidente PMI Unindustria Viterbo: “Una possibilità per la Tuscia”

di Donatella Agostini

Simonetta Coccia

Le PMI rappresentano la spina dorsale del  tessuto imprenditoriale del nostro Paese  e l’economia della Tuscia è fondata su aziende piccole o di medie dimensioni, spesso a carattere familiare. Molte di esse operano nel settore agroalimentare, e portano avanti con successo la valorizzazione dei prodotti del nostro territorio. Unindustria, è la più grande Associazione imprenditoriale del sistema Confindustria per estensione territoriale. La seconda per numero di soci a rappresentare il Lazio con  Roma – Frosinone – Latina – Rieti – Viterbo. Da oggi in Unindustria è rappresentata la nostra Tuscia, attraverso la nomina di Simonetta Coccia, imprenditrice  dell’agroalimentare viterbese, neo-eletta presidente di Piccola Media Industria per la provincia di Viterbo. L’abbiamo raggiunta telefonicamente.

Intanto congratulazioni per la sua nomina. Il suo sarà un lavoro di squadra?

Esatto, da oggi faccio parte della squadra del nuovo presidente di Unindustria, Fausto Bianchi. Con me ci saranno i presidenti Piccola Industria di Frosinone, Latina, Rieti e Roma. È una bella cosa per me, ma soprattutto per Viterbo, per la Tuscia, e per tutte le donne imprenditrici. Mi sento molto motivata. Sarà una squadra che lavorerà con intelligenza e dedizione.

Questa sua nomina in un ambiente a prevalenza maschile potrà portare delle differenze in positivo?

Le donne imprenditrici non sono purtroppo molte: c’è ancora chi considera questo mondo come appannaggio maschile, e rema ancora contro. Ma sono abituata a confrontarmi in un mondo di uomini! ho dovuto lavorarci tanto, ma oggi posso dire che questo non rappresenta più un problema.

Una donna si distingue da un uomo anche nel concepire il concetto stesso di impresa?

Credo di sì. La donna è attenta ad aspetti che forse non tutti gli imprenditori uomini notano. Per esempio a volte mi rendo conto che i miei collaboratori mi vedono come una figura materna. Rassicurante, protettiva. Li ascolto se hanno un problema. Forse ciò è possibile proprio per le dimensioni peculiari della piccola e media impresa. A me questa cosa piace.

Questa visione “empatica” di fare impresa può essere d’aiuto in un discorso più vasto di rilancio dell’economia del nostro territorio?

Sì, perché un imprenditore non è sempre fisicamente presente in azienda. Quando non c’è, l’azienda può essere portata avanti altrettanto bene dai suoi collaboratori. Nell’organizzazione questo è possibile soltanto se c’è fiducia: se io ho bisogno del supporto dei miei collaboratori, loro sono disponibili. Se hanno bisogno di me, io ci sono. È un rapporto reciproco di fiducia che si devono conquistare, ma che devi conquistarti anche tu come imprenditore. Raggiungere questo stato significa  mantenere alto il livello di benessere dei collaboratori e nello stesso tempo portare avanti con forza il governo dell’azienda.

“Mettersi nei panni” dei propri collaboratori è forse più semplice per un’ impresa come la sua, iniziata da un piccolo negozio di salumeria cresciuto  nel tempo

Non si può dimenticare come è iniziato tutto ciò. La nostra impresa ha conservato il  carattere famigliare e artigianale per volere di mio padre, che l’ha fondata. Se serve, io mi metto ancora alla cassa.

Quanto l’economia del nostro territorio, è stata più  penalizzata rispetto al resto di Italia dalla crisi conseguente all’epidemia?

Nella Tuscia buona parte delle aziende operano nel ramo agroalimentare, e per questo non si sono mai fermate del tutto, soprattutto quelle che  forniscono la grande distribuzione. Anche se ovviamente un certo stop c’è stato. Secondo me i prossimi sei mesi saranno i più difficili. In questo momento in Unindustria condividiamo soprattutto gli stessi problemi. E mi auguro che riparta presto la ristorazione, perché allora lavoreremmo di nuovo tutti, da chi produce il formaggio a chi produce il vino. Sono convinta che per il settore agroalimentare la ripartenza non sarà così problematica. Bisogna pensare positivo. Una condizione perfetta per garantire il successo del gruppo appena eletto.

 

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