Sport e inclusione all’Università della Tuscia

Sport e inclusione all'Università della Tuscia

Grande partecipazione e una profonda attenzione ai temi del sociale hanno caratterizzato il convegno “Sport e inclusione. Vincere la partita più importante”, ospitato dall’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo presso il Campus Riello. L’evento ha trasformato l’aula universitaria in un vivace luogo di confronto, confermando quanto la pratica sportiva sia oggi un pilastro fondamentale nel dibattito educativo e civile.

L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra il Corso di laurea in Sport, benessere e attività motoria in ambiente naturale e Alessandro Pica, delegato regionale dell’Accademia Olimpica Nazionale Italiana (AONI), ha visto la presenza della sindaca di Viterbo, Chiara Frontini. Il coinvolgimento non ha riguardato solo il mondo accademico, ma ha esteso i propri confini agli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Francesco Orioli” di Viterbo e dell’Istituto Omnicomprensivo di Orte, creando un ponte diretto tra università, scuola e territorio.

Al centro della giornata è stato posto il tema dello sport inclusivo, affrontato non solo come concetto teorico, ma attraverso il racconto di esperienze concrete capaci di abbattere barriere e creare occasioni reali di incontro. Sono intervenuti, tra gli altri: Alessandro Palazzotti, fondatore di Special Olympics; Nicola Pintus, presidente del Progetto Filippide e lo psichiatra Santo Rullo, ideatore del progetto nazionale “Crazy for Football”. A dare voce al valore umano della sfida sportiva è stata la testimonianza di Marco Cima, pluricampione di scherma paralimpica e oggi guida della sezione paralimpica della Scherma Viterbo, che ha condiviso con il pubblico la propria straordinaria esperienza di vita e di sport.

“L’incontro – ha spiegato Marco Barbanera, presidente del corso di laurea in Sport, benessere e attività motoria e delegato della rettrice allo sport – ha rappresentato un’importante occasione per mettere in luce il ruolo che la formazione universitaria può svolgere nella costruzione di una cultura sportiva più consapevole e accessibile. In questo quadro, l’Università della Tuscia ha ribadito la validità del proprio percorso formativo, che guarda allo sport non soltanto come esercizio fisico, ma come una complessa esperienza educativa e professionale attenta alla centralità della persona”.

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