E’ morto Vito Ferrante, presidente di Afesopsit. Il cordoglio della politica e delle istituzioni

Vito Ferrante

Se ne è andato Vito Ferrante, presidente dell’Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia (Afesopsit), instancabile sostenitore dell’inclusione, strenuo difensore dei diritti civili, fautore di numerose battaglie per migliorare l’Spdc e il Dsm viterbesi. E’ morto pochi giorni dopo aver perso sua figlia Vittoria che aveva salutato il 23 Aprile scorso nella amata chiesa di S. Andrea Apostolo al quartiere Pianoscarano.

Enrico Panunzi, vicepresidente del consiglio regionale del Lazio 

La morte di Vito Ferrante mi lascia senza parole. Solo pochi giorni fa era stato colpito dal dolore più grande che un uomo possa provare, con la scomparsa della figlia Vittoria, a cui aveva dedicato la sua intera esistenza e il suo impegno quotidiano. L’ultima volta che l’ho sentito è stata venerdì scorso, proprio il giorno dopo il funerale, una circostanza che rende ancora più difficile accettare questa perdita.
Con lui, oggi, se ne va una figura straordinaria, punto di riferimento umano, civile e sociale di altissimo valore per tutto il territorio. Vito ha rappresentato una stagione bellissima e stimolante della mia vita, un pungolo continuo a dare risposte concrete e a lavorare per realizzare progetti che per lui non erano semplici obiettivi ma una vera ragione di vita.
Presidente e fondatore dell’Afesopsit, ha dato vita nel 1993 a una delle esperienze più significative del volontariato solidale nella Tuscia, costruendo una rete concreta di sostegno per le persone con disagio psichico e per le loro famiglie. Con dedizione instancabile ha promosso accoglienza, ascolto, inclusione e collaborazione tra cittadini e istituzioni, contribuendo a superare stigma e pregiudizi, e a restituire dignità a tante persone. Vito Ferrante è stato un uomo di grande rigore morale e di sconfinata generosità, capace di trasformare il dolore in impegno e battaglia civile. Non si è mai tirato indietro, nemmeno nei momenti più difficili.
Resta impresso il ricordo del sit-in del gennaio 2012 davanti al Comune di Viterbo, quando sotto la pioggia e nel gelo si batté senza sosta per chiedere interventi concreti a sostegno dei pazienti con disagio mentale, dando voce a chi troppo spesso viene dimenticato.
Con la sua scomparsa la comunità perde un protagonista autentico dell’impegno civile e della difesa dei diritti umani. Alla sua famiglia e a tutta l’Afesopsit rivolgo la mia più sincera vicinanza in questo momento di grande dolore.

Alessandra Troncarelli Consigliera comunale Pd

Apprendo con profondo dolore e immensa tristezza la notizia della scomparsa di Vito Ferrante, fondatore e storico presidente dell’Afesopsit (Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti Psichici della Tuscia). Con lui la nostra comunità perde un punto di riferimento insostituibile, un uomo perennemente al servizio dei più fragili. La sua tenacia, unita a una straordinaria competenza e umanità, lo ha reso negli anni una risorsa continua per tutto il territorio.
Vito era un vulcano di idee, sempre alla ricerca di nuove esperienze, stimoli e opportunità da regalare ai “suoi ragazzi”, per i quali si è speso fino all’ultimo con amore e dedizione. Ripensando alle tante iniziative a cui ho avuto il piacere e l’onore di partecipare mi viene in mente da ultima l’inaugurazione del “Giardino Primavera dei diritti naturali delle bambine e dei bambini”, presso La Fattoria di Alice. Un progetto meraviglioso in cui, lui per primo, insieme ad altre realtà, hanno creduto fin da subito ed è una delle tante testimonianze tangibili di quanto la sua visione fosse in grado di trasformarsi in realtà inclusiva e bellezza per la collettività.
In questo momento il mio pensiero più commosso e il mio abbraccio più stringente vanno alla sua famiglia, colpita da un dolore indicibile e da una doppia, terribile tragedia, avendo dovuto piangere la scomparsa della figlia soltanto pochi giorni fa. Ai familiari tutti, ai suoi cari e a tutta la grande famiglia dell’Afesopsit giungano le mie più sentite e sincere condoglianze. Il suo esempio e il suo impegno continueranno a vivere nelle opere che ha lasciato e nel sorriso di chi, grazie a lui, ha trovato ascolto e dignità.

Il Sodalizio dei Facchini
esprime profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa del Maestro Vito Ferrante che tanto ha donato alla società civile, in particolare nel mondo del volontariato.
Giusto una settimana fa la morte della figlia ed evidentemente il dolore per questa perdita è stato, per Vito, fatale.
I Facchini lo ricordano in modo particolare per la bellissima scultura che rappresenta in modo significativo lo sforzo dei Facchini sotto la trave, in particolare durante la tragedia sfiorata nel 1986 davanti al sagrato della Basilica di Santa Rosa; un’opera che il Maestro aveva donato al Sodalizio e che rappresenta uno dei punti di forza del Museo.
Per questo e per tutto ciò che Vito ha realizzato non finiremo mai di ringraziarlo e di rivolgergli un pensiero costante che lo immortala tra uno delle figure più rilevanti della storia del Sodalizio.
Grazie Vito, riposa in pace tra le braccia di Santa Rosa che ti accompagnerà dinanzi all’Altissimo.
Antonella Sberna e Daniele Sabatini

Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di Vito Ferrante, modello di passione civica e punto di riferimento per l’intera comunità, riconosciuto per il servizio infaticabile e autentico a favore delle persone più fragili.
Ricordiamo con particolare affetto il suo strenuo impegno nell’associazionismo cittadino. Il suo contributo nel sociale resterà una traccia indelebile per il territorio e un esempio di dedizione per tutti noi.
Alla famiglia, già in questi giorni segnata dal profondo dolore, e a tutti coloro che hanno collaborato con Ferrante, rivolgiamo la nostra più sincera vicinanza e le più sentite condoglianze.

Il ricordo di Umberto Cinalli

Raramente, forse mai… Ho stimato e ammirato una persona più di Vito Ferrante. Rendersi conto di quanto sia stato importante per così tante persone è stato un privilegio. Testardo, instancabile, umile, spontaneo, generoso con una eccezione del tutto diversa da ogni altra forma di generosità. Mi spiace davvero che molti non l’abbiano potuto conoscere… Non si rimaneva indifferenti alle sue storie, alla sua vitalità, al suo senso della giustizia. E così… Non so cosa dire. Non è mia abitudine rendere pubblico un dolore… Ma Vito è Vito. Vito rimane.

Le amiche e gli amici di Alfio Pannega, le compagne e i compagni del centro sociale “Valle Faul”. il “Centro di ricerca per la pace” di Viterbo

Ci ha lasciato Vito Ferrante, il nostro amico di sempre, compagno di innumerevoli esperienze di solidarieta’ e di altrettanto innumerevoli lotte nonviolente, un maestro e un fratello.
Il vuoto che lascia e’ incolmabile, l’esempio luminoso, l’appello ineludibile: continuare in cio’ che e’ giusto; difendere la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani; condividere tutto il bene e tutti i beni.
Ai familiari, alle amiche e agli amici dell'”Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia” (Afesopsit) di cui Vito era animatore infaticabile, a tutte le persone che gli sono state vicine e che oggi sono straziate dal dolore per questa perdita abissale, la nostra vicinanza, il nostro affetto, il nostro impegno di pensiero e azione affinche’ la testimonianza di Vito prosegua nel cammino comune per il bene comune dell’umanita’ intera.

Partito della Rifondazione Comunista (Sinistra Europea) Circolo di Viterbo
Il Circolo di Viterbo del Partito della Rifondazione Comunista piange la scomparsa di Vito Ferrante, storico presidente dell’Afesopsit e fondatore dell’esperienza solidale “Fattoria di Alice”, punto di riferimento di molte persone e famiglie in tutto il territorio della Tuscia. Impegnato sul fronte della solidarietà sociale e della difesa dei diritti del lavoro, con attenzione ai temi della disabilità e della salute mentale, Vito ha accompagnato spesso con competenza e calore umano le nostre lotte, e quelle di tutto il mondo dell’associazionismo e del volontariato con cui era in contatto. Resta quindi sempre vivo nelle nostre battaglie il suo ricordo. Che la terra ti sia lieve, compagno Vito.
Alvaro Ricci, capogruppo del Partito Democratico al Comune di Viterbo
Apprendo con profondo cordoglio la notizia della scomparsa di Vito Ferrante, figura
conosciuta e stimata della nostra città, che ci lascia in un momento reso ancora più doloroso dalla recente perdita della figlia Vittoria.
Vito Ferrante è stato consigliere comunale di Viterbo dal 1990 al 1995, svolgendo il proprio
mandato con serietà, passione e autentico senso delle istituzioni. In quegli anni ha
rappresentato con dignità i cittadini, offrendo un contributo importante al dibattito pubblico e alla vita amministrativa della città.
È stato inoltre fondatore e animatore dell’associazione Afesopsit, alla quale ha dedicato
energie e impegno costante, distinguendosi per sensibilità sociale, spirito di servizio e
attenzione verso le persone più fragili.
Con lui scompare una persona perbene, capace di unire l’impegno politico a quello civile e
sociale, lasciando un ricordo sincero in quanti lo hanno conosciuto e apprezzato.
Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti i membri dell’associazione Afesopsit rivolgo le più
sentite condoglianze e la mia più sincera vicinanza in questo momento di grande dolore.

Chiara Frontini, sindaca di Viterbo

Una lunghissima amicizia e la condivisione di un percorso valoriale e umano mi legavano da anni e mi legheranno per sempre a Vito Ferrante. In tanti piangiamo la sua morte. In tanti ci siamo stretti a lui solo pochi giorni fa, quando, con la scomparsa della sua amata figlia Vittoria, una parte del suo cuore forse aveva già smesso di battere. La nostra città ha perso un riferimento nel mondo del volontariato, del tessuto sociale. Una perdita non solo per le tante famiglie che ha aiutato attraverso l’Afesopsit, l’associazione da lui fondata tanti anni fa, ma anche per le tante persone che ha incontrato durante la sua vita. Che ha incontrato e che ha sicuramente aiutato. Perché Vito non si è mai voltato dall’altra parte. Tutti coloro che avevano bisogno di aiuto, lui li ascoltava. Il suo non era solo impegno civile, era una missione. In molti ricorderanno le sue battaglie per difendere i diritti umani, in particolar modo quelli delle persone con fragilità psichica. Vito era anche un grande artista. E i suoi valori sapeva come trasmetterli attraverso le sue opere. Caro Vito, tornerò presto alla fattoria; quei semini donati un po’ di anni fa hanno dato i loro frutti, ora ci sono degli alberi. Me lo dicevi sempre, di passare a vedere come stavano crescendo. Mancherai tanto a tutti noi. Alla famiglia Ferrante l’abbraccio più sentito di tutta la città.

Arci Comitato Provinciale Viterbo

Il popolo della solidarietà e dell’impegno civico e politico per il cambiamento sociale piange Vito Ferrante, un compagno di strada, un trascinatore infaticabile, un leader carismatico che ha messo in gioco tutto se stesso per insegnare a tutti noi che non ci si arrende mai e che le lotte si cominciano insieme e si conducono fino alla fine.
Vito ha vissuto da protagonista tante esperienze del suo impegno politico prima di immergersi in quello straordinario percorso di lotte e attivismo sociale in favore del mondo della disabilità e della sofferenza psichica. Vito è stato militante attivo di partito, consigliere comunale, presidente del Circolo Arci di Pianoscarano. In ogni fase del suo impegno ha sempre lasciato il suo segno indelebile di un uomo che non lasciava mai nulla al caso ed affrontava di petto le questioni più delicate e spinose anche a costo di scontrarsi con i suoi stessi compagni.
Nel percorso esemplare che ha caratterizzato gli ultimi quaranta anni della sua vita, in tutto quello che ha costruito e lo ha messo in relazione con persone con diverse abilità, famiglie, operatori socio sanitari, e istituzioni, Vito ha insegnato a tutti che l’impegno determinato, costruito dal basso, senza eroismo, ma con la forza della ragione e della passione è una risorsa straordinaria alla portata di tutti.
La storia di Vito insegna che oltre alle grandi analisi politiche, agli studi sull’economia e sulla spesa pubblica nei servizi sociali la testimonianza diretta, il protagonismo dei soggetti portatori di bisogni, l’individuazione e la denuncia di storture, sprechi e inefficienze sono gli strumenti per un vero cambiamento.
I tagli e gli stravolgimenti che il welfare subisce da anni hanno trovato in persone come Vito strenui oppositori che non si sono piegati al racconto della scarsità di risorse e delle privatizzazioni selvagge.
Senza le sue lotte e di tanti come lui oggi avremmo ancora i “matti” rinchiusi nei manicomi, i bambini diversamente abili nascosti nelle case o negli istituti invece che nella scuola pubblica, la sanità delle mutue e delle assicurazioni private. Rimane molto da conquistare e nel mondo di oggi anche le conquiste di ieri sono sempre in discussione, ma facciamo tesoro della lezione di Vito per andare avanti verso una società più libera solidale e umana. È il modo migliore per ricordarlo. Ciao Vito.

Comitato Provinciale ANPI Viterbo

Il Comitato Provinciale ANPI di Viterbo, nella persona del suo presidente Enrico Mezzetti, unitamente a tutte le sezioni e strutture territoriali dell’Associazione, esprime il più profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e all’ Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia – Afesopsit per la gravissima perdita di Vito Ferrante.
Vito non è stato solo un uomo straordinario, è stato, nella sua preziosa quotidianità, incarnazione di umanità piena, saggezza e amore incondizionato verso i più deboli.
Per tutta la sua vita ha saputo testimoniare con coerenza i valori della Resistenza e della nostra Costituzione, traducendoli in un impegno civile instancabile.
Protagonista e compagno di tante lotte, Vito ha speso ogni energia per la tutela del diritto alla salute come bene comune; il contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza; il pieno riconoscimento dei diritti di inclusione per i più fragili.
“La città di Viterbo perde oggi un punto di riferimento fondamentale. Un uomo che ha vissuto con generosità straordinaria, dedicando la propria esistenza all’amore per gli altri e alla giustizia sociale”, così Enrico Mezzetti.
La scomparsa di Vito giunge a una sola settimana dalla tragica perdita della figlia Vittoria, un dolore immenso che ha senza dubbio segnato questi suoi ultimi giorni, rendendo questo momento ancora più drammatico per tutta la comunità.
L’ANPI indica a tutti la figura di Vito Ferrante quale esempio luminoso da seguire e da custodire nella memoria collettiva. Il suo lascito morale e civile è, e dovrà diventare, patrimonio per tutta la Città di Viterbo e continuerà a guidare il nostro agire.

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