Scritte sataniche nel quartiere viterbese di San Faustino, ferma condanna della sindaca Frontini e della Curia Vescovile

San Faustino vandalizzata con scritte sataniche

La sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, esprime ferma condanna per i gravi atti vandalici di stampo satanico che nelle scorse ore hanno imbrattato la chiesa del quartiere di San Faustino e altri immobili presenti nella zona.

«Si tratta di gesti inaccettabili – dichiara la prima cittadina – che offendono non solo un luogo di culto, ma l’intera comunità del quartiere di San Faustino e della città di Viterbo. A nome dell’amministrazione comunale desidero esprimere piena solidarietà alla Diocesi, alla parrocchia, ai residenti e a tutti coloro che si sono sentiti colpiti da questo episodio».

La sindaca Frontini informa inoltre che sono già in corso gli accertamenti per individuare i responsabili. «Grazie alla presenza delle numerose telecamere di videosorveglianza installate nella zona, sono già stati avviati i controlli delle immagini per risalire agli autori di questi atti».

Contestualmente il Comune si è attivato per ripristinare quanto prima il decoro degli edifici colpiti. «Gli uffici e le ditte incaricate – aggiunge la sindaca – stanno provvedendo con la massima tempestività alla rimozione delle scritte e degli imbrattamenti, affinché il quartiere possa tornare nel più breve tempo possibile alle normali condizioni di decoro».

«Viterbo – conclude Frontini – è una comunità che si fonda sul rispetto reciproco, sulla convivenza civile e sulla tutela dei suoi luoghi simbolo. Episodi come questo non rappresentano la nostra città e saranno affrontati con determinazione».

Sconcerto anche da parte della Curia Vescovile di Viterbo: “Il recente episodio di profanazione delle mura della Chiesa di San Faustino è una ferita nel cuore e nei sentimenti più profondi! Presieduta dal Vescovo Orazio Francesco, è già stata celebrata una Eucaristia riparatoria soprattutto in favore di chi ha offeso un luogo dove si respira e vive l’amore di Dio per ogni uomo. È un grande dolore perché il gesto sacrilego è stato compiuto sulle mura di una Chiesa, in un Quartiere che la comunità ecclesiale e quella civile stanno valorizzando come luogo di incontro e di fraternità tra le persone. A differenza di questi episodi, che mettono in risalto laschiavitù e lo sfruttamento delle forze del male, la fede in Cristo crocifisso e risorto non assoggetta ma libera, non usa le persone ma dona loro piena dignità. Il male non prevarrà – ce lo ha detto il Signore! A vincere è la misericordia, la pietà, il perdono. Il gesto profanatorio ci addolora. Tuttavia preghiamo per chi ha commesso questo grave errore, mantenendo viva la nostra identità di fede per darle ancor più consapevolezza e visibilità”.Potrebbe essere un'immagine raffigurante tempio e testo

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