S. Antonio Abate, conferenza alla chiesa di santa Maria Nuova a Viterbo

La devozione a S. Antonio Abate è una delle più radicate nel popolo cristiano ed è stata solo marginalmente intaccata dal passaggio da una civiltà prevalentemente contadina all’era post-industriale.

Il 17 gennaio in tutto il territorio nazionale si ripetono riti e usanze legate alla figura di questo Santo che per secoli è stato preposto alla protezione degli animali, invocato contro gli incendi, pregato dai malati di herpes zoster, una malattia ben più grave dell’attuale “fuoco di S. Antonio”.

Che dire poi delle battaglie che S. Antonio ha dovuto combattere contro il demonio che in tutti i modi tentava il Santo perché lasciasse la solitudine del deserto da lui scelta come mezzo di santificazione. Non pochi canti popolari raccontano anche in maniera scherzosa le molteplici maniere in cui S. Antonio veniva messo alla prova dal tentatore.

La festa di S. Antonio Abate offre anche oggi l’occasione per conoscere meglio sia la grandezza di questo santo sia le molteplici forme di devozione con cui il popolo cristiano lo venera; come anche le usanze e le manifestazioni folkloristiche che rendono vari e originali i festeggiamenti in suo onore.

Per conoscere meglio tutto ciò che riguarda la vita e le forme devozionali verso S. Antonio Abate mercoledì 17 gennaio nella chiesa di S. Maria Nuova, dopo la S. Messa delle 18 don Mario Brizi, parroco di S. Maria Nuova e studioso di tradizioni e religiosità popolare, terrà una conferenza con proiezioni di immagini.

La serata, organizzata dalla Parrocchia e dall’Arciconfraternita del Gonfalone, si concluderà con una cena fredda presso il Teatro Parrocchiale di via Zazzera.

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