Riccardo Graziotti presenta “Brutti Ma Buoni” nuovo bar pasticceria del Pilastro

Diego Galli

“È cominciato tutto nel 2009, con un corso da barman che seguii a Roma, ospite di alcuni amici”. Inizia così la storia professionale di Riccardo Graziotti, socio e gestore del nuovo “Brutti ma Buoni”, un bar che ha da pochissimo aperto i battenti nel quartiere Pilastro di Viterbo.
Accanto a lui, il socio Alessandro Corbucci, con il quale si conobbe quasi 10 anni fa in occasione della loro esperienza lavorativa presso il Bar Casantini di Via Cairoli.
Come ci spiega lo stesso Riccardo, la sua è una storia ricca di avvenimenti interessanti, costellata non solo di esperienze locali, ma anche nella lontana Australia. Il suo spirito di scoperta, infatti, è sempre rimasto vivo, nonostante la sua ancora sia tuttora il capoluogo della Tuscia. “Decisi di fare questo viaggio dopo aver richiesto un visto della durata di un anno. Sono giunto a Melbourne senza conoscere nessuno, senza neanche essere un profondo conoscitore della lingua. Mi sono dato subito da fare e sono riuscito a trovare un impiego in poco tempo, nonostante non fosse proprio il massimo, ma continuavano a chiamarmi anche altri locali. Alla fine riuscii a trovare posto come barman presso una caffetteria-ristorante molto in auge nella città. Ero pagato bene e mi piaceva vivere la città… però ero giunto in Australia già con l’idea di tornare e posso dire di essere davvero soddisfatto di quella esperienza”.
Una volta tornato a Viterbo, forte dell’ottima esperienza formativa ottenuta negli otto anni di collaborazione presso Casantini, Riccardo ha infine deciso di fare il grande passo. Dal suo coraggio, e quello del socio e amico Alessandro Corbucci, è nato “Brutti ma Buoni”, un locale elegante e pulito, che vuol fare della qualità il suo punto di forza.
“Il nostro è probabilmente l’unico locale dove si può assaggiare un cornetto al burro fresco, fatto nel nostro laboratorio. Niente margarina, anche se costa meno… volevamo fare un tipo di croissant che potesse stupire piacevolmente il palato del nostro pubblico”. Come continua a spiegarci Riccardo, il riscontro è stato subito oltre le aspettative. La cortesia, la qualità del caffè Lavazza e dei prodotti di pasticceria freschi, realizzati tra le pareti del locale, sono subito riuscite a conquistare il quartiere.
“Il nostro successo è legato anche ai nostri amici, che ci hanno prontamente aiutato a far circolare la notizia dell’apertura del nostro bar. Adesso però dobbiamo riuscire a gestire il tutto, un passo alla volta, perché sono ancora tante le cose che dobbiamo e che vogliamo fare”. Tra i sogni di Riccardo, infatti, si cela la volontà di presentare il prima possibile una selezione di cocktail da aperitivo di sua ideazione. Dei prodotti originali che possano essere sorseggiati nella bella terrazza che avvolge “Brutti ma Buoni”.
Tuttavia, la prova più dura arriverà sicuramente a settembre, con la riapertura dell’adiacente Istituto Superiore Leonardo Da Vinci, situato proprio dall’altro lato dalla strada. Riccardo, come anche Alessandro, però, non temono nulla. A dargli forza ci sono Chiara, Serena, Camilla e Stefania, che li aiutano nella gestione del locale, ma anche il “modello Casantini”, fieramente portato avanti dai due soci, si fa sentire e concede sicurezza e qualità a chiunque posi lo sguardo su “Brutti Ma Buoni”.

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