Quartieri dell’Arte presenta “Isabel” di Yoris Petrillo e Aleksandros Memetaj

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Quartieri dell’Arte tra memoria, impegno e futuro.

In scena, il drammatico “Isabel” di Yoris Petrillo e Aleksandros Memetaj, il gran finale del progetto “Porte d’Oriente” che, dopo Venezia e Napoli, si chiude con “Future Bari”, e l’appello alla pace possibile degli “Acarnesi” di Aristofane. 

Giovedì 19 e venerdì 20 ottobre 2023 – h 21.00, Teatro dei Calanchi, Lubriano (VT) 

Anonima Teatri presenta

ISABEL  

di Yoris Petrillo e Aleksandros Memetaj

Regia di Yoris Petrillo e Aleksandros Memetaj

“Isabel” è tratto dalla vera storia di una giovane ragazza come tante che vive in una città del Sud America del 2000. Dopo la scomparsa di Raul, che credeva essere suo padre, Isabel, armata di un paio di stivali e di una camicia a quadri, inizia un viaggio alla ricerca della sua vera identità e dei suoi veri genitori, un viaggio crudo che la porterà a scoprire le ombre della sua famiglia e il passato del suo Paese.

Sabato 21 e domenica 22 ottobre – h 19.00, Spazio InterArtes di Viterbo (Via della Volta Buia, 36) 

FUTURE BARI 

di Francesco Salerno

con Claudio Carone

Regia Matteo Bertolotti

Frutto di un work in progress aperto al pubblico dal 13 ottobre e reso nella forma testuale definitiva in questo weekend, “Future Bari” immagina il futuro di uno dei quartieri più complessi della città evocata dal titolo. Nello spettacolo il taglio fantascientifico della scrittura di Francesco Salerno si unisce alle esperienze di vita di giovani e giovanissimi del San Paolo. Con questo evento si chiude la trilogia dedicata alle tre città italiane considerate tradizionalmente ‘porte d’oriente’: Venezia, Napoli e Bari.

 

22 ottobre 2023 h 21,00, Teatro della Villa Comunale di Vejano 

Gruppo della Creta presenta

ACARNESI 

di Aristofane. Adattamento di Anton Giulio Calenda e Alessandro Di Murro

Regia di Alessandro Di Murro

Aristofane con la sua ironia tragica e parossistica tratta negli Acarnesi uno dei grandi temi che caratterizza tutta la sua opera: la pace. Il conflitto non nasce contro il nemico esterno, con cui alla fine della prima scena il protagonista stipula senza difficoltà la pace, ma è insito nella società stessa, nella polis, tra i propri simili, nei vicini, insomma nel demos. Solo apparentemente la pace da stipulare è quella con l’odiata Sparta. La vera pace è quella da costruire all’interno della propria comunità. 

 

 INFO E PRENOTAZIONI

www.quartieridellarte.it

Mob. 347 8874694

 

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