Premio Centro, le opere di Normanno Soscia donate a Soriano nel Cimino

L’intervento di una delle realtà più qualificate nell’ambiente artistico della Tuscia e d’Italia, come è l’Associazione Culturale Premio Centro, ha resa possibile la donazione di due opere dell’artista Normanno Soscia che faranno parte del patrimonio artistico e museale di Soriano nel Cimino. Normanno Soscia, nato nel 1938 a Itri, dove vive e lavora nella sua casa studio, ha studiato pittura presso l’Istituto d’Arte di Napoli. Fin da giovanissimo ha cominciato a delineare un proprio stile basato sull’elaborazione fantastica della ricca realtà che lo circonda. Le sue opere sono ispirate al mondo contadino, alle sue leggende, alle sue storie, alle fantasie e alle tradizioni popolari. Opere dominate da funamboli, giocolieri, personaggi quasi felliniani, ma anche i buoi della campagna itrana e i frutti della sua terra, esprimendo comunque sensazioni comuni alla nostra identità e cultura.

Del suo lavoro si sono interessati: G. Agnisola, L. Alberti, G. Amodio, G. Andrisani, F. Bandini, E. Bilardello, T. Brunello, G. Burali D’Arezzo, D. Cara, C. F. Carli, P. Cimatti, R. Civello, G. Della Martora, R. De Grada, R. De Martino, M. De Micheli, R. Di Biasio, L. Doddoli, V. Fagone, C. Gian Ferrari, G. Filippetti, M. Froncillo Nicosìa, R. Gabriele, R. Gramiccia, R. Green, L. Guarino, D. Guzzi, G. Isola, A. Izzo, L. La Rosa, P. Levi, P. Maffeo, A. Magro, A. Malinconico, G. P. Manfredini, L. Marafini, B. Martusciello, G. Mascherpa, G. Menato, F. Miele, U. Moretti, E. Muritti, A. Olivieri, A. Pani, E. Parry, F. Passoni, M. Penelope, V. Perna, A. Piattella, A. Proia, G. Proietti, D. Purificato, H. Redeker, F. Ramondino, S. Romanin Jacur, P. Rizzi, R. Ronconi, N. A. Rossi, G. Ruggiero, P. C. Santini, L. Santoro, V. Scozzarella, G. Selvaggi, R. Siena, F. Simongini, D. Soscia, F. Tetro, M. Vecchi, M. Vittori, M. Venturoli, A. Zanetti Righi, M. Carlino, S. Bottoni, M. Persico, G.L. Zeppetella, G. Sotis e altri.

Le opere donate, al primo sguardo, permettono di riconoscere il grande talento dell’anziano artista che ha sempre guardato all’interno delle formae mentis umane, convivendo con mondi legati alle tradizioni e alla storia italiana, fermando scene pubbliche e momenti intimi, in una sorta di congiunzione storica tra antico e moderno, in una riproposizione solare e nostalgica di momenti che appartengono alla vita di tutti. Con una tecnica particolarissima e composita, le forme trionfano in una sintesi personalissima, presentandosi come espressione di un virtuosismo unico e prezioso, sempre osservante del trionfo della forma, in armonia con le cromìe usate.

L’autore, esprimendo tale desiderio, ha permesso all’artista Paolo Berti di relazionarsi con le autorità amministrative locali, al fine di rendere concreta questa volontà, che onora la cittadina cimina e tramanda la vera grande arte italiana, a volte poco conosciuta, alle nuove generazioni.

Sono ancora in corso le pratiche di donazione, rallentate purtroppo dai disturbi operativi della pandemia. Presumibilmente le due opere verranno collocate nella prossima primavera, con una Cerimonia ufficiale, all’interno della già interessante Pinacoteca  ospitata nelle Scuderie di palazzo Chigi Albani accanto alle nutrita collezione Lucio Ranucci, di Marco Manzo(il tatoo artista), di Alessio Paternesi e di Tito Amodei. Con questa ultima iniziativa, l’Associazione Premio Centro diretta artisticamente da Paolo Berti, chiude il 2020, riconfermando l’alta qualità espositiva con le due grandi Mostre Collettive (“Di tutti gli dèi” e “Insolito Fellini …una donna sconosciuta”), con  la pubblicazione di due Cataloghi di grande pregio e dell’apprezzatissimo e originale “Il Libro strano dell’Arte”.

 

Associazione Premio Centro

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