Polvere di farfalla, il nuovo libro di Laura Sega, una commistione di racconti tra narrazione e poesia

Con la solita modestia che la caratterizza Laura Sega nata nella Tuscia a Marta ma da lunghi anni residente in bassa Umbria a Orvieto, autrice scrittrice, musicista, la sua nuova creatura ce lha presentata come “un librino di racconti”. In realtà è molto di più, la profondità di Laura è espressa in una intimità che affida alla scrittura, dando a noi il piacere di scoprire il valore delle parole, la trasparenza del sentimento perchè Laura prima di tutto è una persona molto attenta al valore delle parole.

Parole che entrano in quella  musica che sgorga limpida, cristallina dalla sua penna come dalla sua voce di cantante

Il libro è disponibile dal 2 aprile: https://www.intermediaedizioni.it/libri/1075-polvere-di-farfalla.html

 Sinossi:

Polvere di farfalla” è un mosaico di racconti sapientemente in bilico tra narrazione e poesia. In questa raccolta l’autrice, contrappunta con naturalezza il vivace intelletto all’intenso immaginare cucendo assieme suggestioni, ricordi, fantasie, nostalgie restituendo istantanee di vivido impressionismo.
Non uno sterile esercizio di memoria narrata, né mero divertissement, ma fluido condividere attraverso uno stile originale ed incisivo condensato in un distillato di immagini e metafore in cui ognuno amabilmente può riconoscersi. È un prendere per mano guidando sicura attraverso sogni, premonizioni, sinestesie, miserie, superstizioni, binari eternamente paralleli e sudati di estati infinite, suggestioni popolari e popolane che tracciano il confine umano in perenne sospensione tra credo, devo, voglio condividere.
Nello scrivere non risparmia sé stessa e mostra la nitida filigrana delle proprie origini, confini di un vivere intenso ombreggiato dall’eco di nostalgie inestinte, componendo una delicata, intensa testimonianza del suo amore, ché è passione accogliente, talvolta dolore e che dona con misurato trasporto al lettore.
E sceglie: di rendere partecipi, con delicata discrezione, tutti coloro che vogliano incamminarsi sottobraccio, tra umidi lacustri, vicoli silenziosi, stoppie arse di salsedine, interminabili pomeriggi di vagoni, terrazze cotte dal sole, odori di carta stampata e musica che sgorga limpida, cristallina dalla sua penna come dalla sua voce. Musica. Verità. Amore. C’è vita, tra queste righe; parole di un narrare che condivide un “condivivere” autentico, sudato, strappato a forza talora. Ma sempre, vivere. Partendo, ritrovando. Raccontando. Pennellate. Squarci.”

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