Pascolaro–Casettone, Erbetti (M5S Viterbo):” Basta rassicurazioni senza carte, dal Ministero emerge che mancano gli elaborati decisivi. E il PNRR non aspetta”

In queste ore leggiamo comunicati trionfalistici e ringraziamenti per un “cronoprogramma” che sarebbe stato illustrato in Consiglio comunale. Ma la realtà, per come risulta dagli atti ufficiali, è più semplice e più dura: finché non ci sono i documenti tecnici fondamentali e finché non c’è una validazione formale completa, nessuno può permettersi di trasformare una fase istruttoria in una rassicurazione politica.

La risposta del Ministero dell’Ambiente all’interrogazione presentata dall’on. Ilaria Fontana chiarisce due cose che non possono essere ignorate.

Primo: durante le indagini integrative, ARPA Lazio ha prelevato contro campioni e gli esiti hanno confermato la presenza di diversi elementi chimici di origine antropica in concentrazioni non conformi alle CSC; inoltre, ARPA ha evidenziato che ad oggi non risulta approvato alcun piano di caratterizzazione, perché le dimensioni del sito hanno richiesto ulteriori approfondimenti per definire con precisione estensione areale e verticale della contaminazione.

Secondo: la Regione conferma che, sulla base di tutte le risultanze (incluse quelle ARPA), Sogesid sta predisponendo tre elaborati con l’Università La Sapienza: modello concettuale definitivo, studio dei valori di fondo sito-specifici e analisi di rischio sanitaria e ambientale. Tradotto: quei tre documenti non sono oggi “in mano” come risultati chiusi e approvati, e sono proprio quelli che servono per definire obiettivi e azioni di bonifica, incluse le acque sotterranee.

E allora una domanda è inevitabile: come si fa a rassicurare i cittadini dicendo che “non ci sono gravi pericoli” se, per stessa ammissione istituzionale, mancano ancora i passaggi tecnici che servono a dirlo con serietà? Rassicurare senza risultati consolidati non è prudenza: è propaganda.

Nel comunicato diffuso dal Sindaco si parla di “avanzamento del progetto” e addirittura di “completamento della caratterizzazione” con modello concettuale, analisi di rischio e valori di fondo, oltre a passaggi da chiudere entro gennaio 2026. Ma questa narrazione cozza con quanto emerge dalla risposta ministeriale sullo stato dell’iter e sul fatto che ARPA stessa non considera approvato alcun piano di caratterizzazione.

C’è poi un tema che non si può far finta di non vedere: i tempi PNRR. La misura “siti orfani” (M2C4 Investimento 3.4) ha un target nazionale da raggiungere entro il primo trimestre 2026 (riqualificazione di almeno il 70% della superficie complessiva dei siti orfani).
Questo significa una cosa sola: i ritardi amministrativi e procedurali non sono neutri. Se si arriva lunghi, il rischio è perdere risorse e scaricare il conto sulle spalle di qualcun altro.

E qui arriva la domanda che nessuno sta ponendo con nettezza: se i fondi PNRR venissero compromessi o ridotti per ritardi e mancati adempimenti, chi pagherà la rimozione dei rifiuti e la bonifica? Il Comune? La Regione? I cittadini, indirettamente? Perché il problema non scompare: o lo paghi con fondi vincolati e tempi certi, o lo paghi dopo, peggio, e senza garanzie.

Come Movimento 5 Stelle, per il rispetto dei cittadini, chiediamo a Comune di Graffignano, Regione Lazio e Sogesid di rispondere pubblicamente, senza formule vaghe, a queste tre domande:

  1. Documenti mancanti (le “tre relazioni”)
    A che punto sono, esattamente, i tre elaborati tecnici decisivi (modello concettuale definitivo, valori di fondo sito-specifici, analisi di rischio sanitaria e ambientale)?
     Data di consegna, data di pubblicazione (anche sul sito istituzionale) e data di validazione/approvazione: quali sono?
  2. PNRR e tempi reali (non “cronoprogrammi” generici)
    Qual è il cronoprogramma ufficiale, con atti e responsabilità nominative, che garantisce la chiusura dell’iter nei tempi utili a non perdere le risorse PNRR?
     Quali milestone sono già concluse per atto formale e quali no? Chi è il responsabile del procedimento per ciascun passaggio?
  3. Se i fondi saltano: chi paga?
    Nel caso in cui, per ritardi o inadempienze, le risorse PNRR fossero ridotte o venissero meno, quale piano alternativo è previsto e con quali fondi?
     In altre parole: chi pagherà la rimozione dei rifiuti e la bonifica e con quale copertura finanziaria?

Concludiamo con una richiesta semplice: basta rassicurazioni senza carte. Prima si rendono pubblici dati, atti, scadenze e responsabilità. Poi, e solo poi, si parla di “nessun rischio” e di “situazione sotto controllo”.

 

Massimo Erbetti
Coordinatore provinciale M5S

 

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