Il Pan dolce veloce di Leda per allietare la nostra colazione

di Leda Borghi*

Pan dolce, la tradizione antica vorrebbe che andasse portato in tavola dal più giovane della casa, servito con nel mezzo un rametto di alloro, simbolo di fortuna e benessere.Nella mia ricetta è il dolce che arricchisce la colazione rendendo gradevole il risveglio conservandone  tutto lo spirito bene augurante con la fogliolina di alloro appoggiata sul vassoio.

Ingredienti
400 grammi di farina
1 cucchiaio di cannella in polvere
80 grammi di burro
100 grammi di gocce di cioccolato
1 pizzico di sale
20 grammi di lievito madre disidratato
70 grammi di miele
latte intero q.b.

Procedimento
In una ciotola porre il lievito, scioglierlo con un po’ di latte,
aggiungere il miele, la cannella, il sale, la farina e tanto latte quanto ne occorrerà per ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso.
Lavorare vigorosamente il composto per qualche minuto, aggiungere le gocce di cioccolato, formare una palla e porre in un luogo tiepido per un’oretta.
Prendere l’impasto e lavorarlo nuovamente. Riporlo a lievitare fino a che non abbia quasi raddoppiato il suo volume.
Adagiarlo in uno stampo foderato di carta da forno.
Cuocere a 190 gradi per 10 minuti. Abbassare la temperatura a 170 gradi e protrarre la cotture per un’altra mezz’ora.
Fare ben raffreddare su una gratella prima di affettarlo e servirlo per la colazione.

 

*Leda Borghi vive nella campagna romana dove coltiva, cucina e riceve amici.
Insieme a piante, pomodorini e fiori ciò che coltiva è una grande passione per la cucina. Ex ristoratrice mai pentita, ha collaborato con le sue ricette con la rivista Il Salvagente e scrive on line su GiampaTv, portale dell’autore televisivo Giampaolo Trombetti, all’interno del quale cura la rubrica Leda in cucina. Nel 2016 è uscito il suo libro Ricette di una ragazza perbene, non un manuale di istruzioni per la cucina, ma un percorso della memoria. Che si tratti di un incontro occasionale, da cui nasce una reciproca conoscenza, o degli affetti familiari, Leda Borghi sintetizza tradizione e rivisitazioni culinarie strizzando l’occhio alla convivialità e all’incontro con l’altro.

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