Palazzo Cardinal La Fontaine: pericolo incolumità pubblica. Urge demolizione

di Rossella Cravero

«Il palazzo di via Cardinal La Fontaine deve essere demolito perché c’è pericolo per l’incolumità pubblica». L’urgenza della demolizione dello stabile di proprietà della famiglia Gnisci è emersa durante la riunione convocata in prefettura, che ha visto convergere intorno al tavolo, con la regia del prefetto Giovanni Bruno, tutti gli attori coinvolti nella vicenda.

Il Comune ha sottolineato l’urgenza dell’intervento ancora non attuato dopo l’ordinanza già emessa. L’avvocato della famiglia Gnisci ha espresso la volontà da parte degli eredi di procedere con la demolizione e di essere rimasti sino ad oggi in attesa della perizia del Ctu nominato dal Tribunale. Il prefetto, durante la riunione, ha chiamato pubblicamente il presidente del Tribunale di Viterbo chiedendo un immediato intervento del tecnico, in quanto la relazione dei Vigili del Fuoco ha accertato un pericolo di incolumità pubblica che ha l’assoluta priorità. Il sindaco Arena ha ribadito: «Non posso aspettare la fine di un contenzioso e mettere a rischio la vita dei viterbesi. L’ordinanza è già stata emessa e deve essere rispettata».

L’attuale situazione dello stabile prevede un intervento dall’alto, smantellando sasso dopo sasso, per portare le mura perimetrali dello stabile al secondo piano, rispetto ai quattro livelli di cui era composto. Un lavoro che richiederà tra allestimento operativo del cantiere e lavori almeno una quarantina di giorni. Il prossimo intervento del Ctu è previsto per il 6 marzo, data da cui si spera di poter essere operativi

Dagli ingegneri che hanno partecipato ai sopralluoghi è stata sottolineata l’importanza di ulteriori accertamenti per quelle che sono le situazioni delle grotte sottostanti tutta l’area del fabbricato, sino al palazzo Carnevalini e alla Chiesa del Gonfalone, sotto la quale è emersa anche la presenza di un antichissimo cimitero.

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