Autenticità” del prodotto, con la A maiuscola, come arma vincente della Camera di Commercio. In questo caso quella di Rieti e di Viterbo che hanno sottoscritto due collettivi marchi d’area: “Rea-Qualità Reatina” e “Tuscia Viterbese”. Una sorta di consorzio o joint venture di eccellenze regionali che farà da piattaforma di lancio e poi da cabina di regia per far decollare a livello nazionale e internazionale i campioni locali. “Non semplici bollini – spiega una nota di via Rosselli – ma veri e propri passaporti di qualità che certifichino l’origine, tutelino le filiere e blindino il legame indissolubile tra prodotto, storia e produttore”. Per il varo del cartello Rieti/Viterbo sono presenti in conferenza stampa il presidente Domenico Merlani, il segretario generale Francesco Monzillo, l’assessore regionale al Bilancio e all’Agricoltura Giancarlo Righini, i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Menegali Zelli e i presidenti dei Comitati di Gestione e Controllo dei Marchi Gianfranco Olivieri e Vincenza Bufacchi. Un milione e mezzo di euro in tre anni (500.000 all’anno) la dotazione del “consorzio” che si appresta a ingaggiare una sfida a livello almeno continentale con l’obiettivo finale di far crescere la Tuscia/Sabina in tutti i rispettivi parametri di sviluppo. Il paniere delle eccellenze reatine punta in particolare sull’agroalimentare (pane, pasta, carni, birre, miele, olio) e sull’artigianato (manifattura artistica e lavorazioni tradizionali) mentre la Tuscia presenta un marchio di prodotti unici al mondo: dalla nocciola dei Cimini al Coniglio verde leprino, dallo zafferano alla ciliegia, dai vini doc ai pesci del lago di Bolsena. Tutti prodotti certificati se è vero che il regolamento della Tuscia Viterbese è uno dei più severi nel panorama dei marchi collettivi e poggia su tre autentici pilastri: l’anzianità de legame con il territorio; il valore etico con il rispetto tassativo delle norme di sicurezza sul lavoro e l’applicazione dei contratti; i parametri scientifici con rigidi range chimico-fisici e organolettici. “Oggi – sottolinea il presidente Merlani della Camera di Commercio – stiamo celebrando l’accorpamento di due realtà positive. Ci stiamo riuscendo anche se a fatica. E’ un esempio che funziona, bisogna crederci e comunque si deve accelerare ancora per bruciare le tappe”. Per il consigliere regionale Sabatini il cartello Rieti/Viterbo si tratta della “realizzazione di un sogno rispetto al Lazio Nord che è l’area più prolifica dei marchi collettivi e si basa sui parametri della territorialità e dell’origine del prodotto che contribuiscono decisamente a dare gambe all’attrattività turistica e alla qualità del prodotto. Prodotto che per noi rappresenta anche una robusta entrata dell’export”. L’assessore regionale Righini conferma lo stanziamento triennale di un milione e mezzo di euro a sostegno del marchio. “Che punta ha un doppio obiettivo – precisa – la valorizzazione del territorio e la spinta verso la capacità di aggregazione degli imprenditori. Un’arma sicuramente vincente”.


























