Montefiascone Art Festival, forme artistiche differenti

Si è tenuta la conferenza di presentazione della prima edizione del M.A.F. – Montefiascone Art Festival, che si terrà dal 9 al 17 settembre presso le Ex-Carceri Papaline.
“Keita? Va via” con questa battuta l’Avvocato Gian Michele Gentile ha chiuso il suo intervento incuriosendo di molto i presenti venerdì 16 giugno all’Enoteca Provinciale della Tuscia a Montefiascone.
L’Avvocato Gian Michele Gentile,della Società Sportiva Lazio coinvolta nel progetto,, con un sorriso accennato, ha lasciato intendere quello che tutti oramai sospettavamo: “Keita? Va via”. Ora resterà da capire quale destinazione si riserva per l’attaccante biancoceleste: Juve, Milan o terzo incomodo?
L’occasione di simpatico confronto è nata in una location molto suggestiva e per un progetto ambizioso e di assoluto spessore al quale la Lazio, in primis proprio dal Presidente Claudio Lotito, ha deciso di collaborare fattivamente per porre l’accento su come lo sport sia principalmente cultura e condivisione delle regole. “Le regole vanno rispettate”, ha precisato l’Avvocato Gentile, “E’ importante per ogni calciatore, soprattutto per quelli più giovani, ricordarsi che la cultura dello sport non è solo un mezzo per inserirsi nella società, ma per rafforzarsi in essa nel rispetto di quelle regole necessarie per la comune convivenza.
Per questo strutturare un progetto per raccontare attraverso l’arte le detenzioni ingiuste di Enzo Tortora, Sacco & Vanzetti, Antonio Gramsci, per non parlare poi dei rapimenti di Moro e Fabrizio De Andrè, è un modo per ricordare e raccontare ai giovani come sia difficile riconoscere la giustizia, soprattutto con la nostra giustizia e il nostro sistema che evidenzia come l’errore giudiziario non sia un’eccezione al meccanismo, ma ne sia ingranaggio portante. Ed allora diviene logico cercare di affiancare e farsi promotori di progetti come il Montefiascone Art Festival, dove la cultura è reale veicolo di informazione e formazione, con la speranza che nelle cinque date di settembre possiamo coinvolgere i giocatori più giovani della nostra squadra, portandoli a conoscenza di storie distanti nel tempo, ma presenti nei sentimenti”.
Che qualcuno a Torino o Milano possa raccontarlo anche a Keita.
L’Offcina d’Arte OUTOUT ha strutturato un progetto che per questa Prima Edizione prevede l’utilizzo delle 16 celle dell’ex carcere e dello spazio comune dell’ora d’aria, per raccontare attraverso differenti forme d’arte (teatro, danza, arte figurativa, cinema), la detenzione tra la fine dell’800 e la fine del’900. Storie che si intrecciano e si incontrano: da Oscar Wilde, ad Alda Merini, da Antonio Gramsci ad Aldo Moro, da Enzo Tortora a Dino Campana, da Fabrizio de André a Richard Dadd, etc., il cui unico comun denominatore è la detenzione costrittiva e la sofferenza.
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