Michela Borrelli: il coraggio di andare lontano. Destinazione Cile

michela borrelli

Dopo il tirocinio Erasmus svolto a Siviglia, mi sono chiesta perché non intraprendere una nuova esperienza all’estero, ma questa volta per studio e, per di più, fuori dai confini europei. Si trattava di partecipare al bando pubblicato dall’USAC, un programma di studio totalmente differente dal nostro Erasmus, sia per le mete che per l’organizzazione. Tra le destinazioni “più lontane” c’era una striscia di terra che stavo imparando a conoscere grazie al corso di Letterature ispano-americane tenuto dalla Prof.ssa Dionisi, proprio nel periodo in cui era uscito il bando. Sto parlando del Cile e della sua capitale, Santiago. Più sentivo parlare del Cile, della sua geografia e della sua letteratura, e più cresceva in me la voglia di presentare domanda, vincere una delle borse di studio e, finalmente, partire. Alla fine, appoggiata da famiglia e fidanzato, ho deciso: “si va a Santiago!”. Un po’ di paura c’era, lo ammetto, ma il desiderio di andare alla scoperta di una terra e di una città così cosmopolite ed affascinanti era veramente forte.

Il viaggio-studio a Santiago mi ha fatto conoscere persone meravigliose con cui ho stretto un bellissimo rapporto di amicizia e con le quali sono ancora in contatto. Hanno davvero lasciato un segno indelebile nel mio cuore. Tra queste, le persone che mi hanno ospitata per cinque settimane, Margarita e Edoardo. Infatti, la tipologia di alloggio proposta dall’USAC era la sistemazione in una famiglia cilena, il che spaventava un po’ mia madre, poiché avrei dovuto vivere un mese con persone che non conoscevo. Durante il soggiorno, mi sono resa conto che tutte le famiglie che accoglievano gli studenti USAC erano adorabili, ed erano state scelte con molta attenzione e secondo le esigenze di ogni studente. La “mia famiglia cilena” era composta da una coppia davvero meravigliosa che non mi ha fatto mancare mai nulla, e mi ha fatta sentire a casa in ogni singolo momento della mia permanenza in Cile. Abbiamo chiacchierato molto, trattando argomenti di vario genere, dalla cucina tipica locale al colpo di stato di Pinochet, e ho quindi avuto la possibilità di ascoltare delle testimonianze dirette su ciò che è accaduto negli anni della dittatura e in quelli successivi. Entrambi hanno dimostrato un forte interesse per la mia cultura di origine, e questo mi ha fatto veramente molto piacere. Ciò è stato possibile grazie alla mia conoscenza dello spagnolo che mi ha subito permesso di comunicare con loro in maniera molto amichevole e spontanea, e facendomi sentire parte della loro famiglia.

Per quanto riguarda l’aspetto prettamente accademico, posso dire che l’organizzazione dei corsi e del programma in generale mi ha stupita per l’estremo rigore, la precisione e la professionalità dimostrati. Il direttore, gli assistenti e i professori sono stati sempre disponibili, non solo in ambito universitario, ma anche al di fuori di esso. Con l’USAC ho seguito quattro corsi, tra questi anche quello di danze latinoamericane che mi ha permesso di interagire, in maniera più “soft”, con le altre ragazze del programma USAC e con alcuni ragazzi cileni che seguivano lo stesso corso di ballo. Danze a parte, ho approfondito lo studio di alcuni poeti latinoamericani contemporanei e del XX secolo, ampliando così le precedenti nozioni acquisite durante il corso di Letterature ispano-americane. In più, ho scelto un corso che riguardava il rapporto tra lo spagnolo e le lingue native, in particolare quelle del centro-sud: ho potuto osservare le particolarità della spagnolo cileno, dal loro accento ai modi di dire e all’influenza di altre lingue. Inoltre, grazie all’affabilità del direttore del programma, Luis Figueroa, ho aggiunto in loco anche il corso sulla fotografia latinoamericana, vista la mia passione per quest’arte.

Indubbiamente, Santiago del Cile è una delle grandi metropoli del Sudamerica, e per questo inizialmente un po’ mi spaventava, ma già dopo qualche giorno che prendevo la metro e mi spostavo da sola ho iniziato a prendere confidenza con una città rivelatasi magica. Ho visitato molti musei e partecipato ad attività culturali, ma ciò che ti dà un deserto come quello di Atacama, nel nord del Cile, non te lo può dare una città. Forse uno dei momenti più belli che ricorderò di quest’esperienza è stato il tramonto nella Valle della Luna, che ha scaturito in me una sensazione indimenticabile, le sfumature di colore venutesi a creare nel cielo resteranno uno dei ricordi più piacevoli del viaggio di fine corso al Nord. Allo stesso modo, la notte di osservazione astronomica, sempre nel deserto, ha lasciato il segno nei miei occhi, non avevo mai visto un cielo così stellato, non a caso il deserto di Atacama è meta privilegiata per gli astronomi di tutto il mondo. Questi, forse i momenti più emozionanti di questo brevissimo soggiorno in Cile (per motivi personali e accademici ho scelto la Summer Session che dura solo un mese). Ma di ricordi belli e di posti straordinari che ho visitato ce ne sono davvero tanti, a partire dalle tre case di Pablo Neruda che mi hanno avvicinata ancor di più alla sua figura e alla sua opera, per non parlare delle escursioni organizzate dall’USAC nelle valli di Ocoa e Aconcagua, momenti di unione del gruppo e di relax dallo studio settimanale, a quelle organizzate da noi studenti in vari luoghi di interesse particolarmente consigliati. In ultimo, ricorderò sicuramente il risveglio mattutino con la Cordigliera delle Ande innevata, uno spettacolo della natura unico e irripetibile!

In conclusione, posso vivamente affermare che è stata un’esperienza indimenticabile, irripetibile. Mi ha fatto conoscere persone fantastiche, e mi ha fatto realizzare il desiderio di conoscere un altro tassello dell’America Latina. Nella vita non bisogna aver paura delle distanze, né tantomeno di percorrerle da soli, l’importante è non smettere di pensare alla meta, alla destinazione cui si va incontro, e a ciò che si incontrerà dall’altra parte. Io ho superato le paure iniziali grazie a tutto l’appoggio e il supporto dimostrati dall’intero staff USAC, ed è solo grazie a questo programma così diverso dall’Erasmus e alla nostra Università della Tuscia che ho potuto intraprendere questo viaggio, sì, per me è stato un viaggio, un’avventura ineguagliabile, che si è concluso con ottimi risultati accademici e grandi soddisfazioni personali.

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