Marino Sinibaldi spiega agli studenti la Cultura oggi

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Marino Sinibaldi, giornalista, critico letterario e direttore di Radio Tre ha inaugurato il 4 marzo il ciclo di incontri “Nell’officina di…” organizzato dal Dipartimento di Scienze Umanistiche della Comunicazione e del Turismo dell’Università della Tuscia.

Nell’ottica di mettere in contatto studenti e non con diversi ambiti professionali e con quelle che sono le applicazioni pratiche di quanto già sperimentato durante le lezioni frontali, l’appuntamento con Sinibaldi ha voluto fornire un’analisi della complessa questione del lavoro culturale.

Partendo da un esame di cosa si intende quando si parla di “cultura”, esame  che ha avuto il suo centro nell’importanza della trasmissione e nella condivisione della conoscenza e nella definizione data da Sinibaldi della cultura vista non come quantità di conoscenza acquisita attraverso lettura, produzione di scritti, ascolti musicali, bensì come qualità: “La cultura”  – afferma il direttore –  consiste nella conservazione e nella trasmissione di quello che di buono ha prodotto l’umanità”. In questo senso la cultura si configura come cura di sé e del mondo.

E allora il ragionamento di Sinibaldi si focalizza sull’attualità vedendo in quella che semplificando comunemente chiamiamo “rivoluzione tecnologica”, ciò che può rischiarare un futuro cupo per una crisi che investe il piano materiale e quello morale.

I nuovi mezzi di comunicazione messi a disposizione dal grande potenziamento tecnologico infatti permettono alla conoscenza di ampliare enormemente i propri orizzonti e alla cultura di diffondersi in modo rapido e capillare. Se questo da una parte ha fatto scomparire alcune figure professionali, pensiamo come è cambiato il mercato editoriale con l’avvento  dell’e-commerce e del libro digitale, dall’altra ha aperto a detta di Sinibaldi la possibilità a nuove sfide culturali nell’ambito della creazione e della diffusione di contenuti.

Esempio principe delle rivoluzioni culturali del nostro tempo è il libro e con l’invito ad accoglierle e a migliorarne le trasformazioni, nonché quello a partecipare al Festival “Libri Come” al via a Roma dal 12 marzo, Marino Sinibaldi saluta gli intervenuti ricordando che ciò che permette di raccogliere le nuove sfide è la creatività, qualità da mettere a frutto per fare della cultura una professione.

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