LO SCAFFALE/Più sicuri di sé con Raymond Chandler

raymond chandler

“Le idee sono veleno. Più ragioni meno crei”, ripete spesso Chandler. È una delle tante frasi spiazzanti con cui Chandler amava commentare la sua visione della letteratura e della vita. Un autore oggigiorno considerato un grande classico del genere giallo-poliziesco ‒ o come lo inquadrano alcuni studiosi del genere “hard-boiled” ‒, e preda, come ci assicura un suo attento lettore di molti “saccheggi”. Davide Mosca, autore di alcuni bestseller italiani ambientati nell’antica Roma, gli ha dedicato un breve saggio in cui mette a nudo in particolare il personaggio di Philip Marlowe, il detective privato nato dalla penna dello scrittore statunitense.

Per chi conosce un po’ Raymond Chandler sarà una conferma ad alcune impressioni ricavate dal piacere della lettura; per chi ancora ne è a digiuno un invito a prendere in mano uno dei suoi libri. Ma non c’è solo questo. Davide Mosca insiste molto sulla lettura di Chandler a fini “terapeutici”; molte frasi infatti, messe in bocca spesso a Marlowe, sarebbero veicoli di una vera e propria visione della vita. Ottimistica? Nient’affatto. Godereccia? Men che meno. Rassicurante? Nulla di più lontano.

Chandler, secondo l’interpretazione di Mosca, ci mette davanti alla complessità della vita, alle sue contraddizioni, ai suoi ostacoli. Marlowe ha i suoi lati oscuri, le sue debolezze, le sue fissazioni, le sue sconfitte. Non c’è nulla di sbagliato in tutto questo: bisogna “custodire le nostre zone d’ombra”. Non a caso, uno dei richiami più frequenti è a Jung, uno studioso che aveva capito il valore degli opposti e il loro faticoso equilibrio. Ma di temi importanti nel testo, trattati con una splendida leggerezza ‒ e con il richiamo più a filosofi che a scrittori ‒ ce ne sono a iosa. Ad iniziare dal “Decalogo Chandler”, tra cui spiccano le massime: “La verità è qualcosa in cui inciampi ogni giorno” e “I problemi non vanno risolti, vanno vissuti”.

«Ma a me piacciono sempre i libri sbagliati, i film sbagliati e le persone sbagliate». Chandler non solo afferma che non si può scrivere il noir perfetto, ma secondo lui è l’imperfezione la sua migliore qualità. E i lettori lo amano proprio per questo: per i suoi difetti, per le sue mancanze, per i suoi nei che sanno di realtà.

In fondo, cosa abbiamo di veramente nostro? Quelle che chiamiamo irregolarità, come semi pronti a germinare, contengono le nostre caratteristiche più autentiche. Non a caso la parola carattere deriva dal verbo greco charasso, che significa “imprimere, incidere, scolpire”, e indica il segno o il marchio mediante il quale una cosa si distingue dall’altra.

Davide Mosca, Più sicuri di sé con Raymond Chandler, Chiarelettere, 2015, 9,50 euro

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