La Tomba del Peccato di Falerii Novi

La Tomba del Peccato di Falerii Novi, ubicata nel settore della necropoli di Tre Camini dislocato lungo la via di Terrano e nota sin dal XIX secolo, è inquadrabile tra le tombe a portico del tipo di Fàlleri così denominato da Giovanni Colonna. Com’è noto, il monumento ha subìto danni molto ingenti. A seguito del rovinoso crollo del vestibolo della tomba (fig. 2a-b-c), dovuto alle piogge alluvionali del 1991, la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale ha condotto alcune campagne di scavo, seguite sul campo da Maria Gilda Benedettini, che hanno consentito di acquisire nuovi dati utili alla comprensione dell’originaria struttura del monumento. Tra di essi va menzionato il ritrovamento di due sculture in peperino, un leone a tutto tondo ed una protome di Medusa del tipo « bello »scolpita sul lato breve di un blocco rettangolare. Alla luce di nuovi documenti inediti, disegni realizzati nel XIX secolo da architetti francesi, pensionnaires dell’Académie de France a Roma, saranno esposte alcune riflessioni sulla originaria struttura e decorazione del sepolcro.

Lo scavo condotto dalla Soprintendenza tra il 1991 e il 1992 ha interessato la struttura esterna della tomba, poiché il crollo di gran parte del terrazzamento del vestibolo aveva reso inaccessibile l’interno. Nello scavo della terrazza superiore  in corrispondenza della camera funeraria e della porzione superstite del vestibolo sono stati rinvenuti la parte anteriore del leone, capovolto a testa in giù all’angolo est della tomba, e il blocco con la protome di Medusa, anch’esso capovolto, in posizione quasi centrale rispetto alla fronte della tomba.

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