La Tomba del Cervo a Barbarano Romano

Francesca Pontani

In nessun altro luogo si addensa così opprimente l’enigmatico del popolo etrusco, in nessun altro luogo ci accostiamo di più alla sua anima, al suo pensiero e a suoi sentimenti, come nelle necropoli: le ultime potenti testimonianze di un mondo intessuto di mistero, nel cui cerchio magico ruotava tutta la sua esistenza” (Werner Keller, La civiltà etrusca).

La necropoli di San Giuliano
La necropoli etrusca rupestre di San Giuliano si trova tra Blera e Barbarano Romano, fa parte del Parco Regionale Marturanum e si compone di un certo numero di necropoli, una delle quali è quella detta del “Caiolo”, ed è qui che si trova la Tomba del Cervo.
Scenograficamente lungo le rupi di tufo e suggestivamente avvolta dai boschi della riserva naturale, lungo il fosso San Giuliano, possiamo andare a vedere una delle rare tombe a dado della tipologia con le pareti completamente staccate dalla roccia: la Tomba del Cervo, simbolo del Parco Regionale Marturanum.

La Tomba del Cervo
Sulla ripida gradinata di sinistra, che permette di accedere alla piattaforma superiore, è scolpito a bassissimo rilievo il gruppo di un cervo affrontato da un lupo, variamente interpretato: una scena di caccia? Una raffigurazione simbolica di Roma (il lupo) che aggredisce l’Etruria (il cervo)? Non lo sappiamo. C’è chi ipotizza che non sia neanche di epoca etrusca ma molto più recente, forse addirittura di epoca medievale.

Lo stile architettonico della tomba ci riporta al IV-III secolo a.C. (età ellenistica) e soprattutto questa è una tomba che offre uno dei pochi esempi a San Giuliano di finta porta in facciata e camera ipogea.
La Tomba del Cervo è infatti un dado quasi intero, caratterizzato da un’alta facciata con porta dorica finta e un’ampia camera ipogea (cioè sotterranea) accessibile tramite un lungo dromos (corridoio), lungo il quale furono trovati alcuni sarcofagi, oggi esposti nel Museo Archeologico delle Necropoli rupestri di Barbarano Romano.

Le tombe rupestri a dado
La tomba a dado è una tomba a camera segnalata all’esterno da un “monumento” a forma di cubo, più o meno distaccato dalla parete di roccia in cui è scavato. La camera scavata nel tufo era al livello del piano di calpestio, mentre una scalinata tagliata nella parete conduceva alla terrazza superiore: qui si svolgevano cerimonie connesse alle varie fasi di sepoltura, ma era anche la terrazza dove i familiari del defunto si sedevano per seguire lo svolgimento dei riti che, giù a terra, erano l’ultimo saluto al proprio caro.

Per una visita virtuale alla Tomba del Cervo, guarda il video o consulta il post.

Per approfondire
Elena Colonna Di Paolo (a cura di), Necropoli rupestri del viterbese, Novara 1978.

COME ARRIVARE
Da Barbarano Romano prendere la strada che conduce verso Blera e parcheggiare dentro l’area di sosta attrezzata “il Caiolo”. Da qui procedere a piedi seguendo i sentieri segnalati dai pannelli.
L’accesso è libero.
La Tomba del Cervo si trova all’interno del Parco Regionale Marturanum.

Francesca Pontani – www.francescapontani.it – Archeologa del comitato scientifico del Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Egittologa, conoscitrice di lingue antiche come i geroglifici, la lingua sumerica e accadica, la lingua etrusca, lavora nel mondo del web. Nel blog e sul canale YouTube ArcheoTime sono visibili le sue camminate archeologiche on the road. Innamorata della comunicazione e della scrittura, guiderà i lettori di TusciaUP nella conoscenza del nostro territorio attraverso Tour di Archeologia in Tuscia.

Il 15 febbraio, prossimo articolo, andremo a Gradoli.

Tomba del Cervo
Tomba del Cervo, dettaglio

Foto di Francesca Pontani.

 

 

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