La Tomba dei Treptie a Tuscania

Francesca Pontani

“Ma in quel posto dimenticato vi era nell’aria una quiete rassicurante, la sensazione che l’anima dovesse trovarcisi bene”  (David H. Lawrence, Itinerari etruschi).

La gens dei Treptie a Pian di Mola
A Tuscania la scoperta della Tomba dei Treptie è avvenuta il 3 maggio 1961, in seguito a uno scavo clandestino. La tomba fa parte della Necropoli Etrusca di Pian di Mola, che si trova esattamente di fronte il famoso colle della Chiesa di San Pietro.
La Tomba dei Treptie è una tomba ipogea, scavata nel banco di roccia, ed è composta da due camere.
La particolarità di questa tomba è costituita dai sarcofagi ritrovati all’interno: diciotto sarcofagi in terracotta, tutti appartenenti alla stessa gens che, nell’arco di circa 100 anni, ha utilizzato la tomba.
Sono esemplari stilisticamente e artisticamente eccezionali, sicuramente realizzati da un maestro. L’analisi dei caratteri stilistici e tecnici dei sarcofagi fittili permette di riconoscere cinque botteghe che hanno lavorato a Tuscania nel corso di 150 anni.
Oggi li possiamo ammirare al Museo Archeologico Nazionale di Tuscania.

Un sepolcro gentilizio
La struttura e la vastità dell’ipogeo, insieme ai resti del corredo, ci danno l’immagine di un sepolcro gentilizio, destinato a ricevere i membri di una stessa gens, per più generazioni. In base ai reperti rinvenuti l’arco cronologico di utilizzo è dalla fine del III secolo a.C. alla fine del II secolo a.C.

Sethre Trepties
Le iscrizioni, incise sul cuscino del sarcofago maschile in pietra e su uno dei due cippi rinvenuti nella tomba, presentano il nome gentilizio della famiglia: Treptie. In particolare un sarcofago in nenfro è del fondatore della tomba a Pian di Mola: Sethre Trepties.>

I sarcofagi in terracotta di Tuscania
A Tuscania, dalla metà del III alla fine del II secolo a.C., è documentata un’intensa produzione di sarcofagi in terracotta con Tuscania che sembra essere il massimo centro di produzione, tanto che sarcofagi fittili prodotti a Tuscania si trovano anche a Tarquinia e a Piansano. Si tratta di una tecnica di esecuzione “meccanica” attraverso l’uso di matrici con i dettagli rifiniti a mano.
Quando l’argilla era ancora morbida i gioielli, gli occhi, i capelli erano resi più naturali ritoccandoli a mano: veri capolavori della ritrattistica etrusca medio-ellenistica!

NOTA
La Tomba dei Treptie non è liberamente visitabile perché, per raggiungerla, si deve necessariamente passare attraverso delle proprietà private.
I sarcofagi in terracotta e i reperti del corredo sono tutti esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Tuscania.

Per la VISITA VIRTUALE dentro la Tomba dei Treptie clicca QUI

Francesca Pontani – www.francescapontani.it – Archeologa del comitato scientifico del Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Egittologa, conoscitrice di lingue antiche come i geroglifici, la lingua sumerica e accadica, la lingua etrusca, lavora nel mondo del web. Nel blog e sul canale YouTube ArcheoTime sono visibili le sue camminate archeologiche on the road. Innamorata della comunicazione e della scrittura, guiderà i lettori di TusciaUP nella conoscenza del nostro territorio attraverso Tour di Archeologia in Tuscia.

Il 1° febbraio, prossimo articolo, andremo a Barbarano Romano.

 

Foto di Francesca Pontani

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