La Pagnottella di Santa Rosa: tante creazioni pasticcere, ci manca il “Catanese”

I protagonisti della festa di santa Rosa sono stati una fonte di ispirazione per la creatività di forni e pasticcerie ed è così per il dolce che caratterizza la festa per eccellenza dei viterbesi, la rinomata Pagnottella di Santa Rosa, pane dolce semplice fatto con base di noci, nocciole e uvetta, in ricordo di quel pane che segnò il primo miracolo della giovane Rosa. Poi ognuno degli artigiani pasticceri aggiunge qualcosa di suo per rendere il prodotto unico e a corredo emerge l’estro personale dei singoli laboratori pasticceri che hanno sfornato nel tempo: “Sfoglie di Santa Rosa” Panricco di Rosa” e via dicendo.

Nella rievocazione dolce di quest’anno c’è una sola amarezza. Con tanta malinconia pensiamo all’intera vetrina che era solita allestire il 3 settembre la rinomata Pasticceria Catanese in via Roma a Viterbo, che ha chiuso l’attività, non esiste più. Sfornava tanti prodotti a tema: i “Facchini di marzapane”,  il “Pane di Santa Rosa” (a base di noci, nocciole e uvetta), i “Miracoli di Santa Rosa” (biscotti con miele, uova e nocciole), le meringhe con una rosellina sopra.

Vi dovremo rinunciare, Santa Rosa non è riuscita nel miracolo di far tenere aperta una attività di antica tradizione e salvaguardarne la tipicità.

Come ricorda Massimiliano Forieri di Ejelo – La Bottega del Gojo è comunque il momento della Pagnottella di Santa Rosa, ritrovabile in tutte le pasticcerie o negozi tipici durante tutta la settimana del Trasporto della Macchina di Santa Rosa (3-10 settembre).

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