La Madonna della Quercia, ha percorso Viale Trieste portando la sua benedizione e il suo abbraccio alla città

Riceviamo e pubblichiamo:
E’ difficile trovare le parole giuste che restituiscano tutta la bellezza l’intensità e le emozioni vissute ieri, storica giornata in cui la Sacra Immagine della Madonna della Quercia, accompagnata dal Vescovo Lino e dal nostro don Massimiliano ha percorso Viale Trieste e portando la sua benedizione ed il suo saluto ha abbracciato la sua città, di cui è Custode, e le Parrocchie della Diocesi, di cui è Patrona. Negli ultimi sei secoli, quando la Città di Viterbo è stata colpita da pestilenze, carestie, lotte intestine e guerre, i nostri Padri si sono sempre affidati alla sua celeste protezione; anelito profondo dell’uomo a cercare rifugio in qualcosa che trascenda la sua umana fragilità e piccolezza. Anche in questa difficile situazione, i viterbesi, proprio come allora, si sono affidati a lei, e ieri, con un affetto ed una partecipazione incredibile e composta, hanno salutato il suo passaggio con lancio di petali, con canti, applausi, drappi. Papa Francesco in una delle sue omelie di questi giorni, ha detto che la Chiesa non è stata chiusa…ne è stata aperta una in ogni casa. E ieri ne abbiamo avuta la dimostrazione più bella, con quelle mani tese e quei sorrisi che ci hanno scaldato il cuore da finestre balconi e terrazzi, testimoniando la voglia di sentirsi parte attiva di una comunità in cui riconoscere le proprie radici culturali e cristiane. Volevamo ringraziare il nostro Vescovo Lino per aver accompagnato la Madonna della Quercia ed aver benedetto le parrocchie cittadine; il Sindaco, per aver accolto la Sacra Immagine a Piazza del Comune; la prefettura e le forze dell’ordine per aver permesso questo evento straordinario e fatto sì che tutto si svolgesse in sicurezza; i parroci e le parrocchie della Diocesi, che come ha detto Don Flavio Valeri, hanno espresso la gioia dei figli quando li va a trovare la mamma; ma soprattutto la nostra amata città, per la grandissima prova di unità, di responsabilità, di affetto. Sono state settimane dure, durissime, in cui ognuno di noi ha perso qualcosa; giorni pieni di inquietudine di fragilità, di debolezze, di paure. Ieri da Viterbo è arrivato un fortissimo segno di unità e di appartenenza; è stato gettato un seme chiamato speranza da far crescere nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, con fede, forza e fiducia… ne usciamo solo INSIEME !

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