“Iulia Mirada” un tango per Giulia Farnese composto dal musicista Tiziano Grossi

Iulia Mirada

Del meraviglioso contenitore di arti ideato e dedicato a Giulia Farnese dalla scrittrice Roberta Mezzabarba, che ha debuttato nella tre giorni 22, 23 e 24 marzo a Capodimonte, Gradoli e Carbognano restano e resteranno ricordi indelebili.

Tutto perfetto: le parole, il meraviglioso mezzo busto, la pièce teatrale, i balli rinascimentali, i fastosi costumi, ma il brano composto per Giulia è sicuramente destinato ad albergare a lungo nelle menti di chi l’ha ascoltato, eseguito dal vivo, e a riaccendere in un attimo i ricordi e la storia che in esso sono contenuti.

Il musicista Tiziano Grossi, grande amico della scrittrice Mezzabarba, racconta «Non è la prima volta che compongo per Roberta: tutte le volte che il telefono squilla, e vedo il suo numero, sono pronto a una nuova scommessa. Ma questa volta la sfida era veramente impegnativa: raccontare con le note Giulia Farnese, da lei narrata mirabilmente nel suo romanzo…».

D’altronde non tutto può essere narrato con le parole, e la parte di anima che non è stata imprigionata nella scultura da Francesco Capotosti o nel romanzo IULIA FARNESIA – Lettere da un’anima dalla Mezzabarba, in compositore e chitarrista Tiziano Grossi l’ha catturato e imbrigliato fra le note del suo brano.

«Ho voluto comporre un brano dagli influssi rinascimentali, un tango potente che arriva a sconfinare quasi nel flamenco, che potesse descrivere questa donna, e l’ho intitolato “Iulia Mirada”».

La “Mirada”, sostantivo spagnolo che indica l’azione di volgere lo sguardo verso qualcosa o qualcuno, è un gesto fondamentale nei codici del Tango. Una persona che non sapesse niente della cultura del Tango, entrando in una milonga tradizionale si chiederebbe come possano le persone iniziare a ballare senza scambiarsi nemmeno una parola. La scelta di ballare fra i tangheri avviene grazie a un gioco di sguardi, e tradizionalmente lo sguardo richiesta, la mirada, veniva attribuito all’uomo e il gesto di accettazione, il  cabaceo, attribuito alla donna.

Nel caso di questo brano il musicista ha voluto provocatoriamente assegnare a Giulia il compito di “mirador”: La Bella vi cercherà con il suo sguardo e vi inviterà a danzare con lei nella storia della sua burrascosa esistenza.

«Questo brano rappresenta lo sguardo di Giulia nella cultura del genere musicale al quale inconsapevolmente è sempre appartenuta.» conclude il chitarrista, evidentemente emozionato.

L’esecuzione del complesso brano, ricco di tecnicismi, ha fatto salire battiti del cuore degli ascoltatori al ritmo incalzante del suo mood, raccontato senza parole il percorso della vita de La Bella: la rabbia l’amore, la malinconia, la tristezza, la tenerezza tutto questo è chiaramente leggibile fra le note del meraviglioso brano.

«Ci tengo a dire una cosa» conclude il Grossi, «sono rimasto folgorato dalla musica e da uno strumento in particolare, la chitarra. Mio padre Antonio, 24 anni, fa mi fece trovare nella nostra cucina la prima chitarra e da allora non ho mai smesso di suonare, e di questo lo volevo ringraziare

La passione e la caratura di questo musicista è destinata a far parlare di sé.

In esclusiva per voi lettori, sarà possibile ascoltare il brano cliccando su questo link: https://qrfy.com/p/MAXpkujCEY

Buon ascolto!

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