Invitati a Palazzo Gentili per la Macchina di Santa Rosa, PRC-SE Viterbo: “Ancora silenzio sulla presenza dell’ambasciatore di Israele”

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Palazzo Gentili, sede della Provincia di Viterbo

Sono passati venti giorni dalla nostra lettera aperta, e nessuno che si sia preso la briga di risponderci: chiedevamo, noi semplici persone che vivono e lavorano a Viterbo, che ci venisse spiegata una cosa rispetto agli ospiti invitati a Palazzo Gentili ad assistere al trasporto di “Dies natalis”, la bellissima Macchina di Santa Rosa, che i facchini hanno dedicato alla pace (come vorrebbe la nostra Costituzione, e come auspicava il Vescovo).

Chiedevamo cosa ci facesse in quelle sale del palazzo della Provincia l’ambasciatore di Israele, ossia il rappresentante istituzionale di uno stato il cui governo è responsabile di politiche criminali e a carattere tendenzialmente genocidiario contro il popolo palestinese; un governo guidato da un premier e un ministro accusati dalla Corte Penale internazionale dell’Aia di crimini di guerra. Un ambasciatore peraltro più volte richiamato dalle istituzioni italiane per ripetute dichiarazioni a dir poco disumane.

Ecco: perché era a Viterbo a godersi lo spettacolo accanto alle “autorità”? Chi l’aveva invitato? E perché? Ossia: perché proprio lui (e, a giudicare dalla collocazione istituzionale degli altri ospiti: perché “principalmente” lui)? E chi era lì presente, lo sapeva? E se non lo sapeva, ha poi chiesto spiegazioni? E che spiegazioni ha ottenuto? E se non le ha chieste, perché non l’ha fatto?

Abbiamo posto questa domanda a tutte le persone che erano lì presenti, alcune delle quali peraltro – basta cercare su qualsiasi motore di ricerca – in passato hanno dimostrato anche a mezzo stampa di aver ben chiaro cosa stia succedendo in Palestina, e quali siano le responsabilità. Eppure niente, sembra che facciano finta di niente. Nessuno ha emesso una sillaba in merito. Strano. Certo non ce l’aspettiamo dal centrodestra, che risponda di un’apparente sgrammaticatura istituzionale, o che si erga a difesa dei diritti di qualche popolo oppresso: ma la cosa strana è che, fra i tanti immortalati dalle foto apparse sulla stampa locale, nessun sindacalista dei presenti abbia sentito il bisogno di rispondere alla nostra semplice domanda; e anche nessun rappresentante o amministratore del Partito Democratico, nessun consigliere né vicepresidente del consiglio regionale. Nessuno. Strano.

Abbiamo aspettato: “dopo Santa Rosa”, come da prassi locale. Niente. Strano silenzio, non è vero?

 

Circolo di Viterbo Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

 

 

 

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