Si è tenuto nello splendido scenario del Bio Resort Parco dei Cimini il passaggio della campana del Rotary Club Viterbo, quest’anno svoltosi insieme al passaggio delle consegne del Rotaract Club di Viterbo. Il passaggio della campana è il momento in cui il nuovo Presidente indossa il collare che designa la sua carica e quest’anno l’avvicendamento è avvenuto tra Alexia Paolocci e David Trotti per il Rotary, mentre il passaggio delle consegne per il Rotaract è stato tra Cristina Brizzi e Andrea Bonucci.
Un momento di forte sinergia tra Rotary e Rotaract (il club che raccoglie giovani fino a 40 anni che hanno sposato gli ideali rotariani), voluto da entrambi come simbolo dell’unità di intenti tra i due gruppi. A questo riguardo il neopresidente del Rotary ha regalato al neopresidente Rotaract il libro “Il guerriero della luce” di Paolo Choelo, con l’augurio di trascorrere un anno pieno di luminosità.
Alla cerimonia, cui hanno partecipato circa 70 persone, iniziata con il saluto alle bandiere e il tocco alla campana, erano presenti i soci dei due Club e i soci onorari Rotary, prof. Enrico Porceddu e dott. Massimo Bordignon, ma anche un nutrito gruppo di personalità del mondo civile e militare tra cui la sindaca Chiara Frontini e consorte Fabio Cavini, il Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri Stefano Jasson, l’avv. Roberto Saccarello, Cavaliere di Grazia magistrale e delegato del Sovrano Militare Ordine di Malta. Ospiti che la presidente uscente ha ringraziato per la loro vicinanza e la loro amicizia.
Tra le autorità rotariane: Vito de Pasquale, già tesoriere distrettuale, e l’avv. Pino de Roma, presidente Rotary Club Foro Romano. Invece, quali autorità rotaractiane sono intervenute Alessiaedvige Altissimo, RD Incoming del distretto 2080, Emanuele Ronci, delegato zona Lazio Rotaract, Alessandra Angeloni, presidente Rotaract Velletri e infine hanno partecipato i rappresentanti dei club service della Città dei Papi: Giampaolo Arieti, presidente Lions, Barbara Lecchini, presidente Innerwheel e Wanda Selva, presidente Fidapa.
E’ stata una serata vissuta tra tanti amici, nel corso della quale si è voluto anche ricordare il ruolo che il Club, costituito il 23 giugno del 1954 e che vanta 73 anni di storia, ha avuto per il territorio e per la città. E proprio questa storia è stata ripercorsa con un video, prodotto dal socio onorario – e storico – Massimo Bordignon, ricostruendo tutto quello che è stato compiuto e ricordando le persone che hanno reso grande il Club. Una riflessione che è stata molto apprezzata.
Nel solco della storia i presidenti (uscente ed entrante) hanno voluto donare a tutti i partecipanti una pubblicazione che il Rotary patrocinò nel 2010 sul risorgimento nel Viterbese, unitamente a un ciondolo rappresentante il simbolo dell’infinito, proprio a sottolineare il legame e la sinergia indissolubile tra il Club e il suo territorio.
Nel suo discorso consuntivo, la presidente ha poi riassunto gli eventi e i progetti che hanno coinvolto il Club durante il proprio anno rotariano, ponendo un particolare accento sull’iniziativa che ha portato alla creazione di numerose borse di studio a favore della facoltà di Agraria dell’Università degli Studi della Tuscia, colpita da un grave incendio nel 2025. Ha poi ricordato il successo riportato dall’evento sulla leadership, realizzato nello splendido Museo delle Ceramiche di Palazzo Brugiotti, che dopo decine di anni ha visto lavorare insieme tutti i Club del Territorio della Tuscia. Infine, la presidente ha voluto ricordare la stretta sinergia e assonanza con tutti i Club Service Viterbesi e i costanti scambi che hanno creato un’unione molto salda e, si auspica, duratura.
Il punto centrale della serata è stato il passaggio del collare, quale momento significativo ed emozionante che la presidente uscente ha compiuto, rompendo gli schemi, su note hard rock e che ha visto partecipare tutti i presenti, terminando con uno scrosciante applauso.
Un nuovo inizio legato però alla continuità, questo il primo concetto espresso dal neopresidente David Trotti, che ha ringraziato tutto il Club e i singoli soci per la fiducia. Il suo anno avrà al centro il lavoro con gli altri Rotary Club e con i Club Service del territorio, curando il seme piantato nella precedente presidenza. Andranno in campo iniziative che mirano a produrre consapevolezza e a supportare i nuovi bisogni emergenti, non volendo svelare nulla delle attività concrete, ma anticipando solo che i caminetti (ossia le riunioni del Club) toccheranno temi legati al territorio. Ha presentato la sua squadra, anch’essa in continuità con l’anno precedente, e in particolare il direttivo composto da: Alexia Paolocci, Alessandra Landi, Alessandro Bruni, Rosita Ponticello, Andrea de Simone, Angelo Landi, Ermanno Cammarano, Fosca Mauri Tasciotti, Ignazio Maria Tricomi, Lamberto Scorzino, Lorenzo Grani, Maria Pia Tacconi, Paolo Cegna, Stefano Capoccioni.
Il vicepresidente sarà Ignazio Maria Tricomi, il segretario Alexia Paolocci, il segretario esecutivo Lamberto Scorzino, il Prefetto Paolo Cegna ed il tesoriere Alessandra Landi. Inoltre avremo Fosca Mauri Tasciotti Presidente della Commissioni per la Fondazione Rotary, Ermanno Cammarano Presidente della Commissione per Effettivo di Club, Angelo Landi Presidente per l’Immagine pubblica, Maria Pia Tacconi Presidente della Commissione per i Progetti di service ed infine Silvia Somigli Presidente della Commissione di Contatto di club per giovani leader.
Subito dopo il passaggio del collare, la presidente uscente ha regalato al neopresidente il martelletto della campana, con l’augurio che la sua possa essere una presidenza significativa. Dal canto suo il neopresidente ha fatto omaggio ad Alexia Paolocci della spilletta di Past President e una spilla con un fiocco per ricordare che il suo anno è stato un dono per tutto il Rotary.
Altrettanto emozionante è stato il passaggio del collare fra i presidenti del Rotaract, in perfetta sinergia tra loro.
Una serata che ha raccontato quanto oggi il Rotary costituisca una fucina di connessioni al cui interno, attraverso il vero servizio al territorio, la condivisione può divenire un valore da vivere.



























